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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Intelligenza artificiale, il limite è umano: la sfida lanciata a Firenze

Al Festival nazionale di economia civile si è discusso del rapporto tra tecnologia, inclusione, imprese di comunità e sviluppo dei territori.

La velocità delle macchine rischia di cancellare uno spazio essenziale per l’uomo: quello dell’attesa e della riflessione. È uno dei temi emersi a Firenze durante la seconda giornata del Festival nazionale di economia civile, dove il confronto ha unito intelligenza artificiale, lavoro, inclusione e futuro delle comunità.


L’innovazione non deve sostituire il giudizio

Nel confronto dedicato ai rischi e alle opportunità educative dell’intelligenza artificiale, Gabriella Greison ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra rapidità e conoscenza. «Il tempo dell’attesa era però il tempo in cui noi pensavamo. La conoscenza ha bisogno di attese», ha detto la divulgatrice scientifica e scrittrice, sottolineando come la disponibilità immediata delle risposte possa ridurre lo spazio destinato all’elaborazione personale.

L’incontro, moderato da Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse-Bcc, ha coinvolto anche Carmine Di Noia, direttore per gli affari finanziari e d’impresa dell’Ocse. Secondo Gatti, l’intelligenza artificiale va affrontata con strumenti specifici, a partire dall’educazione: può offrire potenzialità rilevanti, ma non deve prendere il controllo dei processi decisionali.

Di Noia ha evidenziato i possibili effetti positivi sulla produttività, sulla crescita economica e sulla partecipazione delle persone. Al tempo stesso, ha insistito sulla necessità di mantenere la supervisione umana, così da distribuire i benefici senza favorire un’ulteriore concentrazione della ricchezza. «Il controllo umano deve sempre prevalere su questi processi», ha affermato, indicando questo equilibrio come una condizione per costruire un’economia realmente inclusiva.


Cinque imprese oltre il profitto

Una parte centrale del pomeriggio è stata riservata al Premio nazionale imprese di economia civile 2026. Le cinque realtà selezionate, provenienti da diverse aree d’Italia, sono state presentate come esempi di organizzazioni capaci di stare sul mercato e, nello stesso tempo, di investire sulle persone, sulla formazione e sulla fiducia.

Tra i premiati figura la Cooperativa di Comunità La Compagnia di Marronbugio, a San Godenzo. La direttrice Francesca Oliva ha ricordato che l’impresa è nata durante la pandemia, in una fase segnata da forte incertezza, per prendersi cura dei piccoli borghi attraverso il lavoro e il coinvolgimento degli abitanti.

Il Consorzio San Luca di Torino, rappresentato dall’amministratore delegato Luca Emilio Brancati, ha invece costruito la propria esperienza mettendo in rete numerose microimprese attive nel restauro e nella tutela dei beni culturali. Il consorzio ha appena raggiunto i 20 anni di attività e ha indicato nella collaborazione lo strumento per sostenere aziende che, singolarmente, avrebbero avuto maggiori difficoltà a resistere.

Habitech-distretto tecnologico Trentino, con sede a Rovereto, ha posto l’accento sull’impatto concreto delle politiche di inclusione. La vicedirettrice generale Martina dell’Antonio ha spiegato che aiutare le persone significa rafforzare anche aziende, famiglie e territori, attraverso percorsi condivisi e non decisioni imposte dall’alto.

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Lavoro e comunità fanno rete

Andrea Zangari, vicepresidente della Cooperativa Gemos di Faenza, ha illustrato i numeri di una cooperativa di ristorazione collettiva attiva da oltre 50 anni: 2.200 dipendenti, 1.400 dei quali soci, e un fatturato superiore a 106 milioni di euro. Tra i progetti citati c’è GenG, rivolto agli studenti delle scuole per accompagnarli nella formazione e nel primo ingresso professionale.

La Cooperativa sociale Stalker, rappresentata dal presidente Claudio Condorelli, lavora invece con persone che hanno affrontato problemi giudiziari, condizioni di salute difficili o altre forme di fragilità sociale. L’attività produttiva è presentata come un percorso concreto nel quale misurarsi con responsabilità, competenze e regole del lavoro.

Valentino Bobbio, presidente di NeXt Nuova economia per tutti, ha spiegato che le imprese premiate dimostrano come il risultato economico possa procedere insieme alla qualità dell’occupazione e alla valorizzazione delle relazioni. Il riconoscimento, dunque, non riguarda soltanto la capacità di produrre reddito, ma anche quella di generare fiducia e opportunità.


Dai territori una nuova economia

Nel corso del festival, monsignor Domenico Pompili, vescovo di Verona, ha introdotto il concetto di «relianza», parola coniata dal filosofo francese Edgar Morin per indicare la costruzione di legami e alleanze. Rispetto alla resilienza, intesa come capacità individuale di resistere alle difficoltà, la relianza richiama secondo Pompili un’azione esterna fondata sulla creazione di relazioni solide, considerate indispensabili anche per l’economia.

Nel confronto sulle esperienze di cibo, ristorazione e inclusione sociale, Fabiola Di Loreto, direttrice generale di Confcooperative, ha chiesto una disciplina nazionale per le cooperative di comunità. Queste organizzazioni, ha spiegato, operano spesso in zone trascurate dagli investimenti delle imprese tradizionali, riportando servizi e giovani nei territori.

Maurizio Martina, vicedirettore generale della Fao, ha collegato il tema alle filiere agricole e agroalimentari. Nei Paesi più ricchi come in quelli maggiormente vulnerabili, ha osservato, è in corso un tentativo di ristabilire il rapporto tra produzione, comunità e sviluppo locale.

Il Festival nazionale di economia civile è nato su iniziativa di Federcasse, l’associazione che riunisce Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen. La manifestazione è promossa insieme a Confcooperative e progettata con NeXt Nuova economia per tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle Bcc e Publiacqua, oltre alla collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, Sec-Scuola di economia civile, Gioosto.com e Fondazione Muse. L’evento ha il patrocinio del Comune di Firenze.

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