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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

India, l’ospedale che guadagna se ti evita il ricovero: la sfida di Even

La società fondata dall’italiana Matilde Giglio ha raccolto 50 milioni di dollari e punta a una rete di sette strutture in India, basando il business su prevenzione e qualità delle cure.

E se un ospedale avesse un interesse economico opposto a quello tradizionale? In India Even Healthcare ha costruito il proprio modello proprio su questa idea: ridurre i ricoveri evitabili, limitare le complicazioni e misurare i medici sulla qualità dei risultati, non sul numero di prestazioni eseguite. La società, fondata a Bangalore dall’italiana Matilde Giglio insieme a Mayank Banerjee e Alessandro Ialongo, ha appena ottenuto 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti.

L’operazione, guidata da Khosla Ventures con Alpha Wave, porta la valutazione dell’azienda a 300 milioni di dollari. In circa 18 mesi il valore è quindi triplicato, mentre la raccolta complessiva ha superato i 120 milioni di dollari. Tra gli investitori figurano anche Founders Fund di Peter Thiel e 8VC, creato dal cofondatore di Palantir Joe Lonsdale.

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Il guadagno passa dalla prevenzione

Even Healthcare non si limita a gestire ospedali. La società riunisce assistenza primaria, visite specialistiche, consulti in linea disponibili 24 ore su 24, cliniche e strutture ospedaliere. Il suo modello è quello della gestione integrata della salute, con un sistema di ricavi che avvicina l’azienda a un assicuratore: meno ricoveri non necessari significano anche meno costi.

“Il nostro incentivo è fare in modo che le persone non debbano entrare nei nostri ospedali”, ha spiegato Matilde Giglio illustrando la filosofia dell’impresa. La fondatrice sostiene che il sistema sanitario privato presenta spesso un conflitto tra assicurazioni, interessate a contenere le spese, e ospedali, che possono aumentare i ricavi attraverso più ricoveri, esami e interventi. Al centro, secondo Giglio, rimane il paziente, la cui salute nel lungo periodo rischia di non coincidere con gli interessi economici delle strutture.

La società afferma di aver eliminato gli incentivi legati alle entrate generate dai singoli medici. Il personale viene invece giudicato sulla qualità dell’assistenza, sull’applicazione delle linee guida, sul gradimento dei pazienti e sugli esiti clinici. Tra gli indicatori principali ci sono le riammissioni: nei due ospedali di Even risultano inferiori all’1%, contro una percentuale che nel sistema indiano può arrivare intorno al 15%.


Crescita rapida, obiettivo sette ospedali

Il progetto è partito con una progressione molto veloce. Nell’ottobre 2024 la società aveva raccolto 30 milioni di dollari, portando il totale dei finanziamenti a 50 milioni. Il primo ospedale di Bangalore, con 70 posti letto, è stato aperto nel luglio 2025 dopo appena sei mesi di lavori; a gennaio 2026 sono arrivati altri 20 milioni.

Attualmente le strutture operative sono due, ma il piano immediato prevede di arrivare a sette nella stessa città. Solo dopo il consolidamento della rete locale Even intende replicare il modello in altre metropoli indiane, con Delhi e Mumbai indicate tra le destinazioni più probabili nei prossimi 18 mesi. Giglio ha chiarito che, per ora, l’espansione resterà concentrata sull’India, considerata un mercato sufficientemente vasto per sostenere una crescita ancora lunga.

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La società dichiara oltre mezzo milione di iscritti distribuiti in dieci città. Tra i risultati comunicati figurano degenze mediamente più brevi del 40% e risparmi attribuiti alla prevenzione. Il rapporto con le compagnie assicurative dovrebbe inoltre consentire alle strutture di partire già con una base di pazienti, evitando i tempi necessari agli ospedali tradizionali per costruire la propria clientela.


Tecnologia al servizio dei medici

Telecamere e strumenti di intelligenza artificiale vengono utilizzati nelle sale operatorie per seguire in tempo reale le procedure e segnalare possibili anomalie prima che producano complicazioni. Tuttavia, per la fondatrice, la tecnologia non rappresenta il principale elemento distintivo agli occhi dei pazienti.

Giglio indica piuttosto nella qualità clinica e nelle tariffe i due vantaggi decisivi. Il modello, inoltre, dovrebbe ridurre il rischio di selezionare soltanto persone semplici da curare: Even sostiene di non scegliere direttamente i pazienti, perché sono le assicurazioni ad affidarle gruppi di propri iscritti. Secondo la società, proprio i malati che necessitano di maggiore assistenza possono essere affidati alle sue strutture, se il percorso continuo di cura consente di contenere i costi rispetto alle catene ospedaliere tradizionali.


Dalla tecnologia all’idea sanitaria

Matilde Giglio, 34 anni, è originaria di Roma e ha studiato alla London School of Economics. Prima di occuparsi di sanità aveva fondato a Londra Compass News, una startup tecnologica dedicata all’informazione, per poi lavorare nel capitale di rischio con Hambro Perks.

Nel 2019 si è trasferita in India e ha seguito la strategia digitale della campagna elettorale del Congress Party. Da quell’esperienza è maturata l’idea di un sistema sanitario costruito su incentivi differenti. Oggi vive tra Roma e Bangalore e guarda a Kaiser Permanente, negli Stati Uniti, come a uno dei precedenti più significativi dell’integrazione tra assicurazione ed erogazione delle cure. Even prova a trasferire quella logica nel contesto indiano.

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