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Attualità 4 min di lettura47 min fa

In India l’ospedale che guadagna se evita il ricovero: la scommessa italiana

Even Healthcare, fondata da Matilde Giglio, ha raccolto 50 milioni di dollari e punta a costruire sette strutture a Bangalore prima di espandersi in altre città indiane.

Il punto di forza di Even Healthcare non sarebbe il maggior numero possibile di ricoveri, ma l’esatto contrario: mantenere i pazienti in buona salute e ridurre gli accessi inutili alle strutture. È il modello sviluppato in India dalla società fondata a Bangalore dall’italiana Matilde Giglio insieme a Mayank Banerjee e Alessandro Ialongo, che ha appena ottenuto 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti.

L’operazione, guidata da Khosla Ventures con la partecipazione di Alpha Wave, porta il valore dell’azienda a 300 milioni di dollari, circa il triplo rispetto a 18 mesi fa. La raccolta complessiva supera così i 120 milioni di dollari, mentre la società prepara l’apertura di nuove strutture e una crescita progressiva nelle principali metropoli del Paese.

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Il guadagno passa dalla prevenzione

Even riunisce assistenza primaria, specialisti, consulti a distanza disponibili 24 ore su 24, ambulatori e ospedali. Il rapporto con le compagnie assicurative consente alla società di partire da una base di pazienti già indirizzata verso le proprie strutture, invece di doverla costruire interamente attraverso pubblicità e attività commerciale.

La logica economica è diversa da quella dell’ospedale privato tradizionale: i ricavi non dipendono soltanto da esami, operazioni e degenze, ma anche dalla capacità di evitare che una malattia peggiori. «Abbiamo interesse a fare in modo che le persone non debbano entrare nei nostri ospedali», ha spiegato Giglio, descrivendo il principio alla base dell’impresa.

Secondo la fondatrice, il sistema sanitario privato presenta spesso interessi contrapposti. Da un lato gli assicuratori cercano di contenere le prestazioni rimborsate; dall’altro le strutture possono aumentare gli incassi moltiplicando ricoveri e interventi. Even prova a collocarsi in una posizione diversa, assumendo una responsabilità continuativa sulla salute degli iscritti.


Medici valutati sui risultati

Il modello punta a ridurre anche il rischio di cure eccessive. I medici non ricevono premi legati al numero di operazioni o agli incassi generati, ma vengono giudicati in base alla qualità dell’assistenza, all’osservanza delle linee guida, al gradimento dei pazienti e agli esiti clinici.

Uno dei parametri osservati è il ritorno non previsto in ospedale dopo una dimissione. Even dichiara un tasso inferiore all’1%, mentre nel sistema indiano, secondo Giglio, il dato può arrivare intorno al 15%. L’obiettivo dichiarato è quindi curare ciò che serve e ridurre le complicazioni evitabili, non comprimere le prestazioni necessarie.

La società respinge anche l’ipotesi di scegliere soltanto pazienti facili da trattare. Gli assistiti vengono assegnati dalle compagnie assicurative, che possono avere convenienza a indirizzare verso Even proprio le persone con bisogni più complessi, se la presa in carico continuativa permette di gestirle a un costo inferiore rispetto alle catene ospedaliere convenzionali.

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Dai capitali a sette ospedali

La nuova disponibilità finanziaria servirà anzitutto a completare una rete di sette ospedali a Bangalore e a portarli alla redditività. Oggi le strutture operative sono due: la prima, con 70 posti letto, è stata inaugurata nel luglio 2025 dopo essere stata realizzata in sei mesi.

La crescita dell’azienda è stata rapida. Nell’ottobre 2024 erano arrivati 30 milioni di dollari, che avevano portato a 50 milioni il totale raccolto fino a quel momento; nel gennaio 2026 si erano aggiunti altri 20 milioni. L’obiettivo successivo è entrare, nei prossimi 18 mesi, anche a Delhi e Mumbai.

Even dichiara oltre 500.000 iscritti distribuiti in dieci città e sostiene di aver ottenuto degenze mediamente più brevi del 40%, oltre a risparmi collegati agli interventi di prevenzione. Il progetto resta concentrato sull’India, considerata da Giglio un mercato abbastanza vasto da sostenere ancora a lungo l’espansione della società.


La traiettoria italiana di Giglio

Giglio, 34 anni, è originaria di Roma e ha studiato alla London School of Economics. Prima di dedicarsi alla sanità aveva fondato a Londra Compass News, un’impresa tecnologica nel settore dell’informazione, e successivamente aveva lavorato nel mondo dei finanziamenti alle aziende innovative con Hambro Perks.

Il trasferimento in India è avvenuto nel 2019, quando ha collaborato alla strategia digitale della campagna elettorale del Congress Party. Da quell’esperienza è maturata l’idea di intervenire sui meccanismi economici della sanità prima ancora che sugli strumenti tecnologici.

Oggi la fondatrice si divide tra Roma e Bangalore. Per Even, infatti, la tecnologia — comprese le telecamere e i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per individuare anomalie nelle sale operatorie — è un supporto operativo; il vantaggio principale, secondo Giglio, deve arrivare dalla qualità clinica, dai prezzi e da incentivi progettati per premiare la salute dei pazienti nel tempo.

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