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Attualità 4 min di lettura59 min fa

L’ospedale che guadagna se curi meglio: la scommessa italiana in India

Even Healthcare, fondata da Matilde Giglio, ha raccolto 50 milioni di dollari e punta a sette ospedali con un modello basato su prevenzione, qualità e risultati clinici.

Il paradosso è al centro del progetto: per Even Healthcare un paziente che evita il ricovero non rappresenta una perdita, ma il risultato migliore possibile. La società sanitaria fondata a Bangalore dall’italiana Matilde Giglio prova così a cambiare gli incentivi della sanità privata indiana, premiando la qualità delle cure invece del numero di prestazioni effettuate.

Il modello arriva in un Paese dove le spese mediche possono spingere milioni di persone verso la povertà. La società ha appena ottenuto 50 milioni di dollari in un nuovo finanziamento, guidato da Khosla Ventures con la partecipazione di Alpha Wave. La valutazione è salita a 300 milioni di dollari, triplicando in circa 18 mesi, mentre il capitale raccolto complessivamente ha superato i 120 milioni.

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La cura prima del ricovero

Even Healthcare riunisce assistenza primaria, specialisti, consulti a distanza attivi 24 ore su 24, ambulatori e strutture ospedaliere. Il pagamento concordato con le compagnie assicurative non spinge quindi la società ad aumentare ricoveri, esami e operazioni: al contrario, la prevenzione e la gestione corretta delle patologie possono ridurre i costi complessivi.

“Paradossalmente, quindi, abbiamo interesse a fare in modo che le persone non debbano entrare nei nostri ospedali”, ha spiegato Giglio nell’intervista. La fondatrice sostiene però che questo meccanismo non significhi rinunciare alle cure necessarie: gli interventi utili vengono eseguiti, mentre l’obiettivo è evitare quelli privi di reale indicazione.

La differenza riguarda anche la remunerazione dei medici. Secondo Giglio, nelle strutture private indiane una parte significativa dello stipendio può dipendere dai ricavi generati; Even ha invece scelto di valutare il personale sulla qualità clinica, sull’osservanza delle linee guida, sulla soddisfazione dei pazienti e sugli esiti delle terapie.


Meno riammissioni, stessa cura

Tra gli indicatori seguiti dall’azienda ci sono i ritorni in ospedale non programmati. Even dichiara una percentuale inferiore all’1%, mentre nel sistema indiano il dato può arrivare intorno al 15%. Per la società, una nuova ospedalizzazione dopo un intervento può segnalare una complicazione evitabile o un percorso di cura non abbastanza efficace.

Giglio respinge anche il rischio che il modello favorisca soltanto i pazienti meno complessi. Even lavora con le assicurazioni, che assegnano gruppi di iscritti alla rete, e non sceglie direttamente chi assistere. In base alla sua ricostruzione, le compagnie possono avere interesse a indirizzare verso queste strutture proprio le persone che necessitano di maggiore assistenza, se il percorso consente di contenere i costi e prevenire aggravamenti.

La società richiama l’esperienza di Kaiser Permanente negli Stati Uniti, dove assicurazione ed erogazione delle prestazioni sono integrate. L’idea è applicare una logica simile al contesto indiano, con un rapporto continuativo tra paziente, servizi territoriali e ospedale.

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Dai capitali alla rete nazionale

Per ora Even conta due ospedali operativi e più di mezzo milione di iscritti distribuiti in dieci città. La prima struttura, a Bangalore, dispone di 70 posti letto ed è stata realizzata in sei mesi; l’obiettivo immediato è arrivare a sette ospedali nella stessa area urbana, portarli alla redditività e poi aprire in altre metropoli.

Le destinazioni considerate per la fase successiva sono Delhi e Mumbai, con un’espansione prevista nei prossimi 18 mesi. Giglio ha chiarito che l’India resterà il mercato prioritario: la dimensione del Paese, la crescita della domanda sanitaria e il numero di grandi centri urbani offrono margini ritenuti sufficienti per sviluppare ancora a lungo il progetto.

Il percorso finanziario è cominciato con 30 milioni di dollari raccolti nell’ottobre 2024, che avevano portato il totale a 50 milioni. Nel luglio 2025 è stato inaugurato il primo ospedale, mentre altri 20 milioni sono arrivati nel gennaio 2026. Tra gli investitori figurano Khosla Ventures, Founders Fund di Peter Thiel e 8VC, creato da Joe Lonsdale, cofondatore di Palantir.


L’idea nata tra Roma e Bangalore

Matilde Giglio, romana di 34 anni, ha studiato alla London School of Economics. Prima di occuparsi di sanità ha fondato a Londra Compass News, società tecnologica dedicata all’informazione, e ha poi lavorato nel capitale di rischio con Hambro Perks.

Nel 2019 si è trasferita in India, dove ha seguito la strategia digitale della campagna elettorale del Congress Party. Da quell’esperienza è maturata l’idea di costruire un’alternativa al funzionamento tradizionale della sanità privata. Oggi divide il proprio tempo tra Roma e Bangalore.

Per la fondatrice, il vantaggio offerto da Even non coincide anzitutto con la tecnologia, ma con la combinazione tra qualità clinica e prezzi. Il rapporto diretto con le assicurazioni garantisce una base iniziale di pazienti e, secondo la società, permette di raggiungere più rapidamente l’equilibrio economico rispetto a un ospedale tradizionale, che deve sostenere costi elevati prima di costruire la propria clientela.

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