India, la protesta degli “scarafaggi” perde i suoi volti principali
Dopo i fermi dei due vice, la polizia ha trasformato in arresto anche la custodia di Abhijeet Dipke, fondatore del movimento ostile a Narendra Modi.
«Siamo qui per difendere la democrazia e per evitare che l’India scivoli verso l’autoritarismo», ha affermato Payal Mangla, insegnante di diritto di 31 anni, durante la mobilitazione convocata dal Cockroach Janta Party. La manifestante ha aderito all’iniziativa dopo il fermo di alcuni esponenti del gruppo.
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La piazza reagisce ai primi fermi
La protesta è esplosa anche in risposta alla detenzione di Ashutosh Ranka e Saurav Das, indicati come i due vice di Abhijeet Dipke. I giovani erano stati fermati dopo avere esposto una bandiera indiana a Jantar Mantar, luogo tradizionalmente utilizzato per le manifestazioni nel cuore di New Delhi.
Le autorità hanno recentemente sottratto quello spazio alle proteste, con l’obiettivo di tenere i dimostranti lontani dal centro della capitale e dal Parlamento. Il provvedimento ha alimentato la reazione del movimento, che si presenta come una formazione giovanile di opposizione al governo guidato da Narendra Modi.
Dipke resta senza libertà
Nel frattempo, la custodia di Dipke, inizialmente disposta venerdì sera, è stata convertita in arresto dalle forze di sicurezza indiane. La notizia è stata riferita sabato mattina da diversi mezzi d’informazione del Paese.
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Il fondatore del Cockroach Janta Party è accusato di avere cercato di prendere parte a una manifestazione priva di autorizzazione. La sua comparizione davanti a un magistrato era prevista nelle ore successive, mentre la misura rischia di lasciare il movimento privo della sua principale figura di riferimento per alcuni giorni.
Neha Bora torna in libertà
Un esito diverso ha riguardato Neha Bora, attivista studentesca considerata tra le personalità più note delle proteste. Era stata fermata venerdì mentre tentava di raggiungere il centro di Delhi insieme a decine di sostenitori.
Bora è stata liberata sabato. Il suo rilascio arriva mentre il caso di Dipke si aggiunge a quello di Ranka e Das, rafforzando la pressione delle autorità sul gruppo che, con le sue iniziative, sta creando difficoltà politiche all’esecutivo di Narendra Modi.
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