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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Ciclisti, la svolta agli incroci: cosa cambia con il nuovo Codice

Più obblighi per camion e autobus, nuove tutele negli attraversamenti e responsabilità contestate: la riforma non è ancora definitiva.

Il nuovo Codice della strada prova a rafforzare le garanzie per chi si muove in bicicletta, ma per ora resta un testo in attesa dell’ultimo via libera. La revisione introduce strumenti contro gli angoli ciechi dei mezzi pesanti e indicazioni più precise sulla precedenza, mentre Fiab contesta l’impostazione generale delle nuove norme.

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Più protezioni negli attraversamenti

Camion e autobus dovranno essere dotati di dispositivi tecnologici capaci di limitare il rischio legato agli angoli ciechi. La riforma stabilisce inoltre che, quando una bicicletta attraversa un passaggio riservato a chi percorre la pista ciclabile, il conducente debba riconoscerle la precedenza.

Una cautela specifica viene richiesta anche nelle strade urbane. Se i ciclisti tardano a liberare la carreggiata, chi è al volante dovrà prestare «particolare attenzione», fermandosi se necessario per consentire loro di passare. L’obiettivo dichiarato è aumentare la protezione degli utenti della mobilità attiva, categoria nella quale molti ciclisti preferiscono riconoscersi.


Anche chi pedala avrà nuovi doveri

Le modifiche non riguardano soltanto automobilisti e conducenti dei mezzi pesanti. Chi usa la bicicletta dovrà mantenere una distanza minima di sicurezza dai veicoli di grandi dimensioni in prossimità degli incroci e durante operazioni come svolte, retromarce o cambi di corsia.

Il tema arriva in un quadro ancora segnato da numeri preoccupanti. Nel 2025 le vittime complessive degli incidenti stradali sono state 2.868, con una diminuzione del 5,3% rispetto al 2024. Nello stesso periodo, però, i decessi tra conducenti e passeggeri di biciclette sono saliti a 198, pari al 20% in più; le vittime sulle biciclette elettriche sono state 30 (+50%), mentre quelle sui monopattini elettrici hanno raggiunto quota 25 (+8,7%).

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Fiab critica il nuovo approccio

Luigi Menna, presidente di Fiab, ha letto nella revisione un cambiamento di priorità rispetto al passato. Secondo la sua valutazione, il riferimento alla sicurezza e alla tutela delle persone e dell’ambiente perde centralità a favore della libera circolazione, mentre la sicurezza rischia di diventare un elemento secondario.

Menna sostiene inoltre che una parte eccessiva della responsabilità venga trasferita sulle persone più esposte. In particolare, osserva che durante un attraversamento il pedone potrebbe essere chiamato a verificare personalmente di essere stato visto dal conducente, con il rischio di favorire l’applicazione del concorso di colpa.


La riforma non è ancora operativa

Le disposizioni non producono ancora effetti. Il testo è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, ma deve ottenere i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti prima dell’approvazione conclusiva.

Solo al termine di questo percorso sarà possibile sapere se le misure resteranno immutate o subiranno modifiche. Fino ad allora, le nuove regole su precedenze, distanze di sicurezza e sistemi tecnologici per i mezzi pesanti rappresentano proposte contenute nella revisione, non obblighi già in vigore.

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