Ilhan Omar, perquisita la casa: l’indagine che riaccende lo scontro
Le autorità federali americane hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione della deputata democratica: al centro ci sono i documenti sull’immigrazione presentati quando era bambina.
«Restiamo resilienti di fronte a qualsiasi cosa ci possano scagliare contro»: Ilhan Omar aveva reagito così dopo essere stata aggredita durante un intervento pubblico a Minneapolis. La deputata democratica aveva proseguito il discorso per altri 25 minuti, nonostante un uomo le avesse spruzzato addosso una sostanza non identificata usando una siringa.
L’aggressione non ha fermato Omar
L’episodio risale al 27 gennaio, nel periodo segnato dai raid dell’agenzia federale per l’immigrazione a Minneapolis. Le guardie di sicurezza avevano bloccato il responsabile, Anthony Kazmierczak, 55 anni, accompagnandolo fuori dall’edificio e ammanettandolo.
Omar, da tempo bersaglio degli attacchi di Donald Trump, non aveva interrotto il proprio intervento. Secondo la ricostruzione, la deputata era apparsa intenzionata a non arretrare di fronte all’aggressore, mantenendo un atteggiamento combattivo davanti al pubblico.
Perquisizione nell’abitazione di Washington
Nelle prime ore della giornata, gli investigatori del Dipartimento per la Sicurezza interna hanno effettuato una perquisizione nella casa di Omar a Washington. L’intervento è collegato a un procedimento penale che riguarda la documentazione utilizzata per il suo status di immigrata.
Un portavoce del Dipartimento di Giustizia ha riferito a Fox News che il mandato era stato autorizzato dall’autorità giudiziaria e richiesto nell’ambito di un’indagine federale ancora aperta. Gli accertamenti riguarderebbero i documenti compilati dal padre della deputata, originario della Somalia, quando lei era ancora minorenne.
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Le accuse già evocate dalla Casa Bianca
Due persone vicine all’inchiesta hanno confermato i dettagli dell’operazione giovedì. La notizia arriva alcune settimane dopo le parole di Tom Homan, incaricato dalla Casa Bianca di occuparsi della gestione dei confini, che aveva parlato di un’indagine penale su Omar.
Già a maggio, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance aveva lasciato intendere che l’amministrazione Trump avrebbe esaminato possibili irregolarità legate all’immigrazione della deputata. Omar ha respinto le accuse.
Il profilo politico della deputata
Omar ha 44 anni ed è stata eletta per la prima volta alla Camera dei rappresentanti nel 2018. Dal Minnesota rappresenta il quinto distretto congressuale, nel quale rientra anche Minneapolis.
La parlamentare progressista appartiene al gruppo di deputate noto come “The Squad”, formato da esponenti democratiche riconoscibili per le posizioni avanzate e per la netta opposizione a Donald Trump. La vicenda giudiziaria si inserisce dunque in un rapporto politico già segnato da frequenti scontri pubblici.
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