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Attualità 3 min di lettura12 ott

Salvini cambia la Lega: simbolo nuovo e sfida interna al congresso

Il leader rilancia su pensioni e banche, chiede primarie per Milano e prepara l’appuntamento del 24 e 25 ottobre con una sola candidatura alla segreteria

«Se quest’anno le banche chiuderanno con 50 miliardi di euro di utile, io ritengo che sia odioso penalizzare lavoratori e pensionati», ha affermato Matteo Salvini parlando delle priorità economiche della Lega. Il leader del partito sostiene che gli istituti di credito possano contribuire spontaneamente alle misure previste, senza interventi coercitivi.

Tra gli obiettivi indicati per la prossima legge di bilancio figurano la riduzione dell’età pensionabile da 67 a 64 anni, l’estensione a 100mila euro della soglia per il regime fiscale agevolato delle Partite Iva e un maggiore apporto finanziario del sistema bancario.


Milano diventa il nodo del centrodestra

Le tensioni non riguardano soltanto gli equilibri interni alla Lega. A Milano, infatti, il centrodestra non ha ancora trovato un’intesa sul candidato sindaco: Antonio Tajani preferirebbe Filippo Perego, Maurizio Lupi sostiene la propria candidatura e Salvini indica Silvia Sardone come la figura più adatta a rilanciare la città.

Il segretario leghista ha escluso divisioni generalizzate nella coalizione, ricordando che il centrodestra governa 14 regioni su 20 e numerosi Comuni. Per superare lo stallo, ha proposto di ricorrere alle primarie: secondo Salvini, la scelta dovrebbe maturare nei quartieri milanesi e non essere imposta dai vertici nazionali riuniti a Roma.


Il congresso cambia volto alla Lega

L’appuntamento congressuale di Milano è fissato per il 24 e 25 ottobre e, allo stato attuale, Salvini è l’unico candidato alla guida del partito. Il leader ha spiegato di voler utilizzare il congresso per mettere a confronto proposte diverse e ha annunciato la nascita di una segreteria politica, pensata per distribuire responsabilità e carichi di lavoro.

Anche il contrassegno della Lega dovrebbe essere aggiornato. Salvini ha collegato la modifica alla necessità di rappresentare il presente e il futuro, pur ribadendo l’orgoglio per la storia e le radici del movimento: «Siamo orgogliosi delle nostre radici, del nostro passato ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro».

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Voto e regole, cosa è stato deciso

Sul sistema di voto, Salvini ha respinto l’ipotesi di una votazione segreta generalizzata. «Il voto segreto lasciamolo al Parlamento e ai franchi tiratori, c’è sempre stato il voto palese», ha detto, precisando però che l’eventuale scelta tra più candidati alla segreteria avverrebbe nell’urna in forma riservata.

Il regolamento approvato stabilisce invece il voto palese per mozioni e documenti di indirizzo. Una disposizione che potrebbe rendere più visibili le posizioni della componente settentrionale, intenzionata a chiedere maggiore attenzione alle regioni del Nord e una revisione dell’impostazione nazionale impressa da Salvini.


Dimissioni e gestione fino a ottobre

Il segretario ha invitato tutte le anime del partito a partecipare con idee e proposte, negando l’esistenza di veri e propri dissidenti. Ha ricordato di essere iscritto alla Lega Lombarda dal 1990 e ha osservato che molti militanti arriveranno da diverse parti d’Italia, anche percorrendo 800 km, per prendere parte ai lavori.

La riunione del Consiglio federale, durata circa un’ora in via Bellerio, ha completato gli adempimenti necessari. Salvini, insieme ai vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani, ha lasciato formalmente l’incarico per consentire lo svolgimento di un congresso elettivo. Fino alla riunione straordinaria, la gestione del partito spetterà al vicesegretario vicario e tesoriere Alberto Di Rubba, mentre la presidenza dell’assemblea sarà affidata a Lorenzo Fontana, presidente della Camera.

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