3.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Studenti in tenda: affitti fino a 1.300 euro e il nodo dei fondi pubblici

L’Udu riaccende la mobilitazione in diverse città italiane e chiede più risorse per alloggi, borse, tasse, trasporti e mense.

A Milano una stanza può arrivare a 700 euro al mese, mentre negli studentati privati il costo sale in alcuni casi fino a 1.300 euro. È su questo divario, insieme alla difficoltà di sostenere spese quotidiane e università, che riparte la protesta degli studenti: le tende sono ricomparse davanti a diversi atenei, a Montecitorio e in altri luoghi simbolici.


Il caro-affitti riporta le tende

La mobilitazione nazionale, promossa dall’Unione degli universitari con il titolo “Cara Italia, quanto ci costi?”, coinvolge circa dieci sedi universitarie. L’iniziativa arriva dopo tre anni dalle precedenti proteste e si inserisce in un clima già segnato dalle manifestazioni studentesche in Francia e Spagna.

A Milano gli attivisti hanno montato le tende alle spalle della Biblioteca degli Alberi. Claudia Marostegan, portavoce dell’Udu, ha descritto una scelta quotidiana sempre più difficile: “Uno studente sceglie se comprare l’olio o un libro per un esame”. Secondo l’organizzazione, al costo della stanza si aggiungono utenze, trasporti e spesa, rendendo il diritto allo studio dipendente dalle disponibilità economiche della famiglia.


Accuse sul piano abitativo

A Roma la protesta è tornata alla Sapienza, davanti alla Minerva. Dal primo pomeriggio hanno partecipato realtà sociali, collettivi, movimenti studenteschi e rappresentanze giovanili dei partiti, in una manifestazione ispirata anche alle mobilitazioni spagnole.

Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli universitari, contesta alla ministra Anna Maria Bernini di aver presentato come risolta un’emergenza ancora aperta. “La ministra vanta 60mila posti letto, ma ad oggi sono stati realizzati appena 33mila posti”, ha affermato, sostenendo che soltanto il 3,8% delle strutture disponibili sarebbe pubblico. L’Udu denuncia inoltre l’impiego di 1,2 miliardi del Pnrr per camere private che possono raggiungere 1.000 euro mensili e considera insufficiente un modello affidato al mercato.

Il ministero dell’Università fornisce però dati diversi sullo stato del programma. Dopo appena 2mila posti costruiti nei vent’anni precedenti, con una spesa media di 80mila euro ciascuno, negli ultimi anni sarebbero stati avviati oltre 60mila posti, 33mila dei quali già disponibili; il 40% si troverebbe nel Mezzogiorno. Oltre 18mila posti, pari al 30% del totale, sono destinati agli studenti inseriti nelle graduatorie del diritto allo studio.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Le richieste dell’Unione degli universitari

La piattaforma presentata dagli studenti prevede 1,7 miliardi di euro aggiuntivi per le borse di studio e un programma pluriennale da 4 miliardi per realizzare alloggi esclusivamente pubblici. L’organizzazione chiede anche due miliardi destinati a un’università gratuita, attraverso la progressiva eliminazione delle tasse.

Tra le altre proposte figurano 1,5 miliardi complessivi per rendere gratuiti i trasporti pubblici e ridurre il costo delle mense. Nel mirino dell’Udu c’è anche il finanziamento generale dell’università: la richiesta è di almeno 7 miliardi per l’istruzione superiore pubblica e per il diritto allo studio.


La protesta arriva nelle scuole

A Roma, Napoli e Torino la mobilitazione ha coinvolto anche una decina di istituti superiori, occupati dai collettivi di Osa e Cambiare Rotta. I promotori collegano il disagio abitativo alla precarietà del lavoro e al costo della vita, sostenendo che un giovane su quattro sarebbe costretto a lasciare l’università per cercare un impiego.

Gli studenti preparano inoltre lo sciopero del 16 ottobre, indicato come “No Meloni Day”, mentre una nuova giornata di protesta è stata annunciata per il 20 novembre. A Roma i manifestanti hanno riassunto le loro ragioni nello slogan: “Il lavoro paga poco e la vita costa troppo: senza casa nessuna dignità per chi studia e chi lavora”.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere