Ilhan Omar, casa perquisita: l’inchiesta che riaccende lo scontro con Trump
La deputata democratica del Minnesota è coinvolta in un’indagine federale sui documenti migratori della sua famiglia, risalenti all’arrivo negli Stati Uniti.
Il 27 gennaio, durante una manifestazione a Minneapolis, Ilhan Omar aveva continuato a parlare nonostante un uomo fosse stato fermato per aver tentato di colpirla con una siringa contenente un liquido non identificato. «Restiamo resilienti di fronte a qualsiasi cosa ci possano scagliare contro», aveva affermato la deputata rivolgendosi al pubblico.
La deputata nel mirino politico
Omar, 44 anni, è stata eletta alla Camera dei Rappresentanti nel 2018, quando ha conquistato il seggio del 5° distretto del Minnesota, comprendente anche Minneapolis. Nel Partito Democratico è considerata una delle esponenti più riconoscibili dell’area progressista.
La parlamentare è una critica dichiarata di Donald Trump e appartiene alla cosiddetta “Squadra”, il gruppo di deputate progressiste che contesta le scelte della Casa Bianca e le politiche sull’immigrazione. Il suo scontro con l’amministrazione riguarda anche l’operato dell’agenzia federale incaricata dei controlli alle frontiere.
Dalle proteste all’indagine federale
L’episodio della siringa si era verificato durante una delle giornate di scontri legate alle operazioni dell’agenzia per il controllo dell’immigrazione. L’uomo fermato dalla sicurezza, Anthony Kazmierczak, aveva 55 anni; non è stato chiarito quale fosse il liquido contenuto nell’oggetto utilizzato contro la deputata.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Sul piano politico, la pressione nei confronti di Omar era aumentata già a maggio. Il vicepresidente JD Vance aveva prospettato verifiche sul suo status migratorio, mentre, nelle settimane successive, Tom Homan, incaricato dalla Casa Bianca della gestione dei confini, aveva annunciato l’apertura ufficiale di un procedimento penale.
Cosa contestano gli investigatori
Lunedì 12 ottobre gli agenti del Dipartimento per la Sicurezza interna hanno perquisito l’abitazione di Omar a Washington. Una portavoce del Dipartimento di Giustizia ha confermato a Fox News che l’operazione fa parte di un’inchiesta federale ancora in corso.
Gli accertamenti riguarderebbero la documentazione utilizzata per ottenere visti e cittadinanza negli Stati Uniti. I moduli furono compilati dal padre di Omar diversi decenni fa, quando la futura deputata era ancora bambina, dopo la fuga dalla Somalia e il trasferimento della famiglia negli Stati Uniti negli anni ’90. L’ipotesi investigativa riguarda possibili irregolarità in quei documenti.
Continua a leggere
Champions, ritorni e trappole: Mourinho sfida la Roma, Como a Rotterdam
La seconda giornata mette in scena il ritorno del tecnico portoghese all’Olimpico, la prima trasferta europea del Como e l’incrocio tra Napoli e Villarreal.
191 milioni di chiamate bloccate: scattano multe per 822.500 euro
Nei primi otto mesi del 2026 il sistema antispoofing ha fermato il 7,2% delle chiamate estere con numeri italiani contraffatti, mentre due società sono state sanzionate dall’AgCom.
Fairford, 32 Paesi contro Teheran: l’Iran respinge le accuse
Roma aderisce alla condanna internazionale delle attività ostili attribuite all’Iran, mentre Teheran nega ogni responsabilità per l’episodio avvenuto in una base britannica.
Truffa del falso carabiniere, il colpo si ritorce contro: arrestato
Un militare della Guardia di finanza ha riconosciuto il raggiro e avvisato i colleghi, che hanno atteso il presunto perito davanti alla sua abitazione.