Il passato torna in piscina: l’ex istruttore condannato ora fa l’amministratore
L’uomo, condannato nel 2019 dopo il patteggiamento, continua a essere presente in un impianto comunale di Mestre, pur sostenendo di non avere contatti con i minori.
A Mestre il caso dell’ex istruttore di nuoto torna a far discutere: l’uomo, oggi 52enne, continua a svolgere un ruolo operativo in una piscina comunale nonostante una condanna definitiva legata a una minorenne. Non tiene lezioni, ma sarebbe la figura di riferimento dell’impianto del parco Albanese, conosciuto anche come parco della Bissuola.
Una presenza ancora centrale nell’impianto
La struttura della Bissuola è affidata formalmente a Nuotatori Veneziani, società distinta da Nuoto Venezia, che gestisce invece la piscina comunale di via Circonvallazione. Il collegamento tra le due realtà appare tuttavia stretto: il sito della seconda associazione, guidata dal fratello dell’uomo, indirizza anche verso il portale dell’impianto del parco Albanese.
Pur non figurando nel direttivo della società che gestisce la piscina della Bissuola, l’ex allenatore vi sarebbe presente con continuità e ne rappresenterebbe, di fatto, il responsabile. Nell’ambiente degli impianti cittadini alcuni contestano proprio l’opportunità di affidargli questo incarico, mentre la questione potrebbe ora essere esaminata dal Comune.
La posizione dell’ex allenatore
L’uomo respinge le critiche e ridimensiona il proprio ruolo. «Faccio solo l’amministratore, non sono a contatto con i giovani», ha dichiarato, sostenendo inoltre che la sentenza non prevede divieti tali da impedirgli di lavorare in una piscina.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A suo dire, la pena definitiva non include misure accessorie che gli vietino l’attività e il procedimento giudiziario sarebbe ormai concluso. «Non sono un mostro», ha aggiunto, richiamando quanto riportato nella decisione sulla natura non violenta del rapporto contestato.
La condanna e l’origine dell’indagine
I fatti emersero nel 2018, quando il fratello della ragazza raccontò ai genitori le voci diffuse negli spogliatoi. La giovane, allora quattordicenne, si allenava nella piscina di via Circonvallazione tra il 2016 e il 2017 e avrebbe avuto una relazione con l’istruttore, più anziano di circa trent’anni.
Dopo il controllo del telefono della figlia, i genitori trovarono fotografie, video e messaggi che confermavano i contatti tra i due. Nel 2019 l’ex allenatore fu condannato a tre anni per detenzione di materiale pedopornografico e atti sessuali con una minorenne; in seguito al patteggiamento, dopo il ricorso, la pena venne ridotta a due anni, senza detenzione effettiva secondo quanto da lui stesso riferito.
Continua a leggere
Export, a Roma le imprese incontrano la Farnesina: cosa cambia
Il 6 ottobre l’iniziativa Obiettivo Export porta nella Capitale istituzioni, aziende ed esperti per rafforzare la presenza italiana sui mercati esteri.
Corruzione, Sempio rischia una nuova iscrizione: cosa cambia a Garlasco
La difesa dell’amico di Marco Poggi contesta i test sull’impronta 33 e prepara le prossime mosse tra memorie, possibile processo e nuove verifiche giudiziarie.
Irkutsk, quarantena e inchiesta: cosa non torna sulla morte di Shipilova
La scomparsa della ricercatrice riaccende i timori per un possibile contagio in laboratorio, ma test negativi e comunicazioni ufficiali lasciano ancora aperti molti interrogativi.
Il gesto di Neymar alle urne: il 22 riapre la sfida Bolsonaro-Lula
Il calciatore del Santos ha mostrato il numero del Partito Liberale in un video, rilanciando un sostegno già espresso nel 2022 e tornato centrale durante il ballottaggio.