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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Il messaggio al buio di Hamouda: eredità alla figlia e minacce a Nessy

L’ex marito di Nessy Guerra ha pubblicato nuovi video, tra richieste di lapidazione, appelli per rivedere la figlia e un inquietante lascito registrato nella notte.

Un video completamente nero, una voce fuori campo e parole che fanno temere per la sicurezza di Nessy Guerra. Tamer Hamouda, ex marito della ventisettenne sanremese, ha annunciato sui social di voler lasciare i propri beni alla figlia Aisha e alla madre, accompagnando il messaggio con nuove minacce rivolte all’ex moglie.


Il testamento registrato nella notte

Nel filmato non si vede il volto dell’uomo: sullo sfondo compaiono soltanto alcune luci lontane e, negli ultimi istanti, quelle che sembrano tegole di un tetto. Hamouda afferma di destinare alla bambina tutto il patrimonio, con una quota pari a un sesto per la madre, mentre il resto delle donazioni sarebbe indicato in un documento conservato sul telefono.

Il messaggio si chiude con un saluto alla figlia: «Ti voglio bene Aisha». La registrazione arriva dopo altri contenuti nei quali l’uomo appare agitato e sostiene di non vedere la bambina da più di 1.000 giorni. In uno dei video chiede inoltre che gli venga consentito di incontrarla.


Le minacce contro Nessy Guerra

Nel corso delle stesse pubblicazioni, Hamouda ha invocato la lapidazione pubblica dell’ex moglie qualora non tornasse da lui pentita e sottomessa. Ha sostenuto che questa sarebbe la punizione prevista dall’Islam, contestando anche la condanna a sei mesi inflitta a Guerra.

«Dopo che si è portata via la mia vita e la mia famiglia, se non torna pentita oggi quello che io chiedo come punizione per lei è la lapidazione pubblica», ha detto l’uomo. In un altro passaggio ha aggiunto di voler essere condannato a morte se non gli fosse stata restituita immediatamente la figlia, presentando la vicenda come un’alternativa tra la punizione dell’ex moglie e la propria.

Guerra ha spiegato che Hamouda la vorrebbe nuovamente con sé e che, a suo giudizio, sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa per danneggiarla se lei non accettasse di tornare nella relazione. Meno di un mese prima, l’uomo le aveva già chiesto per lettera di risposarlo subito e in modo pubblico, proponendo anche di ricominciare la convivenza.

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La vicenda giudiziaria in Egitto

Guerra si trova in Egitto dal 2022 insieme ad Aisha, nata dalla relazione con Hamouda. La bambina è stata sottoposta a un divieto di espatrio richiesto dal padre, valido fino alla maggiore età fissata a 21 anni dalla normativa egiziana.

La donna, condannata in primo e secondo grado dal tribunale egiziano di Hurghada per adulterio, attende ora il pronunciamento della Corte di cassazione. Dopo il fermo avvenuto a luglio e il successivo rilascio, madre e figlia sono ospitate in una località non resa pubblica, dove la loro sicurezza sarebbe garantita senza interruzioni da tre agenti di polizia.


Il prossimo passaggio sull’affidamento

Guerra ha raccontato di sentirsi braccata e di vivere da anni senza poter uscire liberamente né accompagnare la figlia all’aperto. Dal 2024 Aisha risulta affidata alla nonna materna Fiorella Mazza, che si è trasferita in Egitto con il marito per restare accanto alla figlia.

Il 7 ottobre è prevista a Hurghada l’udienza dedicata all’affidamento della bambina. Nel frattempo l’ambasciata italiana al Cairo ha inoltrato al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi una richiesta di grazia per Guerra.

La donna ha però chiarito di puntare all’assoluzione in Cassazione: a suo avviso, accettare la grazia significherebbe riconoscere la propria colpevolezza e potrebbe avere conseguenze negative nella causa per l’affidamento della figlia.

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