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Attualità 1 min di lettura50 min fa

Hormuz, petroliera in fiamme: l’Iran denuncia un transito illegale

Una nave da 2,5 milioni di barili è stata colpita vicino alla costa dell’Oman, mentre Riad segnala l’abbattimento di sei minacce aeree

Le tensioni intorno alle rotte energetiche del Golfo si aggravano con due episodi distinti: nello Stretto di Hormuz una petroliera è stata colpita e ha preso fuoco, mentre l’Arabia Saudita afferma di avere fermato missili e droni diretti verso il proprio territorio. Restano da chiarire sia l’autore dell’attacco alla nave sia la sua bandiera.


Petroliera colpita vicino all’Oman

Secondo l’agenzia iraniana Fars, che riferisce sulla base di fonti locali, l’imbarcazione si trovava a circa otto chilometri dalla costa dell’Oman quando è stata raggiunta dall’attacco. La petroliera, indicata con una capacità di 2,5 milioni di barili, avrebbe poi iniziato a bruciare.

I mezzi d’informazione iraniani sostengono che la nave stesse attraversando lo stretto “illegalmente”, ma non hanno fornito ulteriori elementi per spiegare la contestazione. Al momento non è stato indicato chi abbia aperto il fuoco e non è stata resa nota neppure la bandiera della petroliera, due aspetti ancora privi di conferme.

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Riad annuncia sei intercettazioni

Sul fronte saudita, la coalizione militare guidata da Riad ha comunicato di avere “intercettato e distrutto” due missili e quattro droni lanciati dagli Huthi dallo Yemen. L’annuncio è stato diffuso attraverso un messaggio pubblicato su X.

Le minacce sarebbero state neutralizzate in due aree del sud-ovest dell’Arabia Saudita. Una parte è stata individuata sopra Jizan, località vicina a strutture energetiche e petrolifere già finite nel mirino nelle settimane precedenti; gli altri ordigni sono stati segnalati nei cieli di Khamis Mushait, dove si trova un’importante base aerea.

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