577notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Gli Strokes cambiano pelle: a Bologna il finale che sorprende tutti

Dopo quattordici anni di assenza dall’Italia, la band newyorkese riempie l’Unipol Arena tra classici, brani recenti e un’imprevista ‘Bella ciao’.

La sorpresa più inattesa arriva quando Fabrizio Moretti lascia per un momento la batteria e intona ‘Bella ciao’. Julian Casablancas lo segue, poi l’intera Unipol Arena di Bologna si unisce al canto prima che il concerto riparta con ‘Lonely in the Future’. È il momento che meglio racconta gli Strokes di oggi: ancora legati ai brani che li hanno resi celebri, ma sempre meno disposti a ripetere il passato.

L’unica data italiana del gruppo, arrivata dopo una lunga attesa, si è trasformata così in una serata sospesa tra memoria e cambiamento. Il pubblico cercava le canzoni dell’esordio, mentre la formazione ha difeso anche il percorso intrapreso con l’ultimo album, ‘Reality Awaits’.

Offerta del giorno18 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 74 giorni
*********


Bologna ritrova gli Strokes

L’ultima apparizione degli Strokes in Italia risaliva al 2011, a Vigevano, dove alcuni problemi tecnici avevano costretto a interrompere lo spettacolo e a ridurne la scaletta. A Bologna, invece, l’arena era piena e i biglietti erano diventati difficili da trovare da tempo. Prima del gruppo newyorkese si sono esibiti Alex Cameron e Fat White Family.

Casablancas è comparso con un cappotto nero lungo e occhiali da sole, nonostante il caldo, mantenendo quell’abbigliamento per tutta la serata. Ha cantato spesso rivolto verso il fondo del palco e si è mosso con il consueto atteggiamento imprevedibile, ma il rapporto con il pubblico è apparso solido fin dall’inizio.


I classici resistono al tempo

Dopo l’apertura affidata a ‘Tyrants of the Mellow Moon’, la seconda canzone è stata ‘Reptilia’. La reazione dell’arena è stata così intensa che lo stesso Casablancas ha lasciato sfuggire un «wow». Nel seguito hanno trovato spazio ‘Hard to Explain’, ‘Someday’, ‘Last Nite’, ‘Take It or Leave It’ e ‘The Adults Are Talking’.

La scaletta ha alternato quei brani a diverse composizioni recenti, comprese ‘Dine N’ Dash’ e ‘Lonely in the Future’. Il risultato ha mostrato una band capace di conservare l’intesa tra Casablancas, Nick Valensi, Albert Hammond Jr., Fabrizio Moretti e Nikolai Fraiture, pur senza cercare di ricreare identico il suono degli inizi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Un album che divide ancora

Nel 2001 ‘Is This It?’ aveva contribuito a definire il ritorno del garage rock, grazie anche alla voce svogliata di Casablancas e a un’esecuzione apparentemente semplice. Per anni ogni nuova pubblicazione è stata confrontata con quel disco e con ‘Room on Fire’, uscito nel 2003, anche quando il gruppo ha provato a cambiare direzione con ‘Angles’, ‘Comedown Machine’ e ‘The New Abnormal’.

Pubblicato lo scorso luglio e prodotto da Rick Rubin, ‘Reality Awaits’ accentua ulteriormente la distanza dall’immagine degli esordi. L’Auto-Tune applicato alla voce del cantante ha diviso ascoltatori e critica, mentre alcune recensioni molto dure, tra cui quelle di Anthony Fantano, hanno ricevuto una risposta musicale in ‘Lonely in the Future’.


Dalla provocazione alla politica

Casablancas ha continuato a giocare con le aspettative anche durante il concerto bolognese. Quando qualcuno tra il pubblico gli ha chiesto un brano, ha risposto: «Se volete che non suoniamo mai una canzone, chiedetecela». Poco dopo ha domandato quanti spettatori non fossero di Bologna e, davanti alle molte mani alzate, ha scherzato invitandoli a uscire.

Negli ultimi mesi il gruppo ha inoltre mostrato una maggiore attenzione per temi politici. Il 2 ottobre, al concerto di Flushing Meadows, a New York, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez avevano introdotto la band parlando di disuguaglianze economiche e opposizione all’autoritarismo. A Bologna, il canto di ‘Bella ciao’ ha dato alla serata un significato ulteriore, prima del ritorno agli strumenti e alla musica.

Gli Strokes arrivati in Italia non erano dunque la copia della formazione che aveva conquistato la scena nei primi anni Duemila. La distanza dal passato è rimasta evidente, ma non ha impedito alla band di trascinare l’arena con ‘Reptilia’ e ‘Last Nite’, né di sorprendere con un finale corale e inatteso.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere