Gli Strokes cambiano pelle: a Bologna il finale che sorprende tutti
Dopo quattordici anni di assenza dall’Italia, la band newyorkese riempie l’Unipol Arena tra classici, brani recenti e un’imprevista ‘Bella ciao’.
La sorpresa più inattesa arriva quando Fabrizio Moretti lascia per un momento la batteria e intona ‘Bella ciao’. Julian Casablancas lo segue, poi l’intera Unipol Arena di Bologna si unisce al canto prima che il concerto riparta con ‘Lonely in the Future’. È il momento che meglio racconta gli Strokes di oggi: ancora legati ai brani che li hanno resi celebri, ma sempre meno disposti a ripetere il passato.
L’unica data italiana del gruppo, arrivata dopo una lunga attesa, si è trasformata così in una serata sospesa tra memoria e cambiamento. Il pubblico cercava le canzoni dell’esordio, mentre la formazione ha difeso anche il percorso intrapreso con l’ultimo album, ‘Reality Awaits’.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Bologna ritrova gli Strokes
L’ultima apparizione degli Strokes in Italia risaliva al 2011, a Vigevano, dove alcuni problemi tecnici avevano costretto a interrompere lo spettacolo e a ridurne la scaletta. A Bologna, invece, l’arena era piena e i biglietti erano diventati difficili da trovare da tempo. Prima del gruppo newyorkese si sono esibiti Alex Cameron e Fat White Family.
Casablancas è comparso con un cappotto nero lungo e occhiali da sole, nonostante il caldo, mantenendo quell’abbigliamento per tutta la serata. Ha cantato spesso rivolto verso il fondo del palco e si è mosso con il consueto atteggiamento imprevedibile, ma il rapporto con il pubblico è apparso solido fin dall’inizio.
I classici resistono al tempo
Dopo l’apertura affidata a ‘Tyrants of the Mellow Moon’, la seconda canzone è stata ‘Reptilia’. La reazione dell’arena è stata così intensa che lo stesso Casablancas ha lasciato sfuggire un «wow». Nel seguito hanno trovato spazio ‘Hard to Explain’, ‘Someday’, ‘Last Nite’, ‘Take It or Leave It’ e ‘The Adults Are Talking’.
La scaletta ha alternato quei brani a diverse composizioni recenti, comprese ‘Dine N’ Dash’ e ‘Lonely in the Future’. Il risultato ha mostrato una band capace di conservare l’intesa tra Casablancas, Nick Valensi, Albert Hammond Jr., Fabrizio Moretti e Nikolai Fraiture, pur senza cercare di ricreare identico il suono degli inizi.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Un album che divide ancora
Nel 2001 ‘Is This It?’ aveva contribuito a definire il ritorno del garage rock, grazie anche alla voce svogliata di Casablancas e a un’esecuzione apparentemente semplice. Per anni ogni nuova pubblicazione è stata confrontata con quel disco e con ‘Room on Fire’, uscito nel 2003, anche quando il gruppo ha provato a cambiare direzione con ‘Angles’, ‘Comedown Machine’ e ‘The New Abnormal’.
Pubblicato lo scorso luglio e prodotto da Rick Rubin, ‘Reality Awaits’ accentua ulteriormente la distanza dall’immagine degli esordi. L’Auto-Tune applicato alla voce del cantante ha diviso ascoltatori e critica, mentre alcune recensioni molto dure, tra cui quelle di Anthony Fantano, hanno ricevuto una risposta musicale in ‘Lonely in the Future’.
Dalla provocazione alla politica
Casablancas ha continuato a giocare con le aspettative anche durante il concerto bolognese. Quando qualcuno tra il pubblico gli ha chiesto un brano, ha risposto: «Se volete che non suoniamo mai una canzone, chiedetecela». Poco dopo ha domandato quanti spettatori non fossero di Bologna e, davanti alle molte mani alzate, ha scherzato invitandoli a uscire.
Negli ultimi mesi il gruppo ha inoltre mostrato una maggiore attenzione per temi politici. Il 2 ottobre, al concerto di Flushing Meadows, a New York, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez avevano introdotto la band parlando di disuguaglianze economiche e opposizione all’autoritarismo. A Bologna, il canto di ‘Bella ciao’ ha dato alla serata un significato ulteriore, prima del ritorno agli strumenti e alla musica.
Gli Strokes arrivati in Italia non erano dunque la copia della formazione che aveva conquistato la scena nei primi anni Duemila. La distanza dal passato è rimasta evidente, ma non ha impedito alla band di trascinare l’arena con ‘Reptilia’ e ‘Last Nite’, né di sorprendere con un finale corale e inatteso.
Continua a leggere
Gli Strokes cambiano pelle a Bologna: il finale che nessuno aspettava
Dopo tredici anni di assenza dall’Italia, la band newyorkese alterna i classici ai brani più recenti e trasforma l’Unipol Arena in un coro sulle note di Bella ciao.
Bologna, gli Strokes cambiano pelle: il finale che nessuno aspettava
All’Unipol Arena la band newyorkese ha alternato i brani più celebri alle nuove sperimentazioni, sorprendendo il pubblico anche con Bella ciao
Gli Strokes cambiano pelle, ma Bologna canta ancora Reptilia
Dopo tredici anni di assenza dall’Italia, la band newyorkese riempie l’Unipol Arena e mescola i classici con le svolte del nuovo album prodotto da Rick Rubin.
Gli Strokes cambiano pelle a Bologna: tra Reptilia e Bella ciao
Un’unica data italiana, l’arena esaurita e una scaletta sospesa tra i classici del 2001 e le svolte dell’ultimo album Reality Awaits.