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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Giovani e sostenibilità, il dato che sorprende: anche il digitale pesa

La ricerca di Angelini Industries fotografa le priorità degli Under 30 tra ambiente, tecnologia, consumi responsabili e fiducia nel cambiamento.

Le immagini della Scuola di fotografia Bauer di Milano accompagnano l’edizione 2025 del Bilancio di sostenibilità di Angelini Industries. Gli scatti mostrano sedi e ambienti del gruppo come spazi capaci di esprimere identità, memoria e legami con i territori in cui le aziende operano.

Nel documento, sottoposto alla revisione di una società indipendente, sono raccolti i risultati ambientali, sociali e di governo societario del gruppo. Il rapporto fa anche il punto sul piano ESG triennale avviato nel 2024, articolato in 14 obiettivi concreti.


Il gruppo accelera sui risultati ESG

Tra i traguardi già raggiunti nel 2025 figura l’introduzione di obiettivi collegati a indicatori ESG per i dirigenti responsabili delle aree aziendali interessate dalla sostenibilità. Resta inoltre confermato l’impegno verso l’azzeramento degli infortuni gravi sul lavoro.

La formazione ha raggiunto una media di 41,4 ore per dipendente, quasi il 90% in più rispetto alla media europea di 21,87 ore. Nel complesso sono state erogate oltre 155mila ore, di cui il 6% attraverso Angelini Academy, diventata nel 2026 una società autonoma dedicata all’istruzione aperta, con borse di studio e programmi per giovani talenti nelle scienze della vita e nella robotica industriale.

Anche la filiera è stata coinvolta nel percorso: al 31 dicembre 2025 il 66% dei fornitori risultava valutato sulla base di criteri ESG, con l’obiettivo di superare il 90% entro il 2027. In Italia, inoltre, tutte le sedi del gruppo utilizzano energia elettrica rinnovabile certificata.

Rispetto al 2024, le emissioni di CO2 sono diminuite del 25%, mentre la produzione interna di energia rinnovabile è cresciuta del 28%, arrivando a 9.292 Gj. «La sostenibilità, per essere credibile, deve essere concreta», ha affermato Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Industries, sottolineando la necessità di unire innovazione, competitività e responsabilità.


Per gli Under 30 conta anche la tecnologia

Il tema ambientale non riguarda più soltanto trasporti, industria o consumi energetici. Secondo la terza edizione dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità, realizzato da Angelini Industries con Quorum/YouTrend e Csa Research, il 46% degli italiani sotto i 30 anni attribuisce alle tecnologie un impatto paragonabile a quello dei combustibili fossili.

La stessa posizione è condivisa dal 41% della popolazione nel suo complesso. Per contenere questo effetto, il 45% dei giovani indica come priorità la riduzione dell’energia necessaria al funzionamento dei nuovi apparecchi. Il 64% dichiara di usare i propri strumenti digitali con attenzione ai consumi, mentre il 22% sceglie telefoni e computer usati o ricondizionati.

L’analisi introduce il concetto di “bioma digitale”, cioè un ambiente nel quale dimensione tecnologica e natura sono sempre più interconnesse. Per Isabella Falautano, responsabile della sostenibilità e della comunicazione istituzionale di Angelini Industries, gli Under 30 stanno ampliando la sostenibilità oltre la sola dimensione ecologica, includendo responsabilità sociale e sviluppo collettivo.

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Acquisti responsabili ma poca fiducia

Per il 57% degli Under 30 la sostenibilità coincide soprattutto con la diminuzione dei danni ambientali prodotti dalle attività umane. Il dato è aumentato di 6 punti percentuali rispetto al 2025. Sale anche la quota di chi collega la sostenibilità alla protezione dell’ambiente insieme al miglioramento delle condizioni sociali: dal 26% della precedente rilevazione si passa al 34%.

Questa sensibilità emerge nelle decisioni di acquisto. Il 60% dei giovani sarebbe disposto a spendere qualcosa in più, a parità di qualità, per un prodotto realmente sostenibile; tra gli over 30 la percentuale scende al 42%. Anche il rifiuto dei marchi giudicati socialmente ingiusti è più frequente tra gli Under 30: il 47% dice di averne boicottato almeno uno, contro il 35% degli altri adulti.

La fiducia, però, resta fragile. Il 56% degli intervistati pensa che gli obiettivi di sostenibilità non verranno raggiunti, nonostante il 42% ritenga che siano proprio le nuove generazioni a dover imprimere la spinta principale al cambiamento.


Cittadini e innovazione in prima linea

Rispetto alla rilevazione precedente, diminuisce dal 37% al 34% la percentuale di chi attribuisce alla politica e alle grandi potenze mondiali il compito prioritario di intervenire. Al contrario, cresce dal 34% al 37% la quota che individua nelle scelte dei singoli cittadini il principale motore della trasformazione.

Anche la tecnologia guadagna spazio: il ruolo assegnatole sale dal 17% al 20%. La ricerca descrive così una responsabilità più distribuita, affidata non soltanto alle istituzioni ma anche alle iniziative personali e alla capacità degli individui di attivarsi nella vita quotidiana.


La Generazione Alpha è già digitale

L’approfondimento dedicato ai nati dal 2010 mostra una conoscenza meno teorica della sostenibilità rispetto agli Under 30. La Generazione Alpha sembra preferire un apprendimento basato sull’esperienza diretta e sull’osservazione di ciò che accade intorno a sé.

La tecnologia è già parte stabile delle abitudini quotidiane: il 94% possiede uno smartphone e il 66% utilizza un tablet. Il computer è presente nel 73% dei casi, contro l’82% rilevato tra gli Under 30.

Anche l’intelligenza artificiale è ampiamente utilizzata. Ha dichiarato di averla impiegata il 62% dei più giovani, una quota vicina al 67% degli Under 30 e superiore al 56% della popolazione italiana. L’uso prevalente riguarda lo studio, insieme a programmi grafici e strumenti per creare immagini, segno di un rapporto sempre più pratico tra dispositivi digitali e attività di ogni giorno.

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