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Attualità 3 min di lettura46 min fa

Giovani Ambasciatori in Parlamento, 250 studenti parlano di rete

L’incontro alla Camera ha riunito ragazzi, istituzioni ed esperti su intelligenza artificiale, sicurezza e informazione in rete.

Duecentocinquanta studenti hanno partecipato alla Camera a un confronto sui rischi e sulle opportunità della vita digitale. L’incontro si è svolto nell’Aula dei Gruppi Parlamentari con istituzioni, docenti e specialisti del settore.

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I temi discussi alla Camera

I ragazzi, arrivati da diverse città italiane, hanno portato domande e osservazioni maturate durante il percorso dei Giovani Ambasciatori del Moige. Tra gli argomenti affrontati figurano l’impiego dell’intelligenza artificiale nella scuola, la circolazione delle notizie false, la tutela dei dati, la dipendenza dalla rete e le aggressioni digitali.

Il programma era diviso in quattro momenti: cittadinanza digitale e pericoli meno visibili, intelligenza artificiale, attendibilità delle informazioni e capacità critica, cyberbullismo e protezione in rete. A rispondere agli studenti sono stati Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Marco Valerio Cervellini dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Giuseppe Lavenia, Stefano Vicari e Marta Cacciotti. L’incontro è stato moderato da Alessandro Greco.


I dati sull’uso della rete

L’indagine realizzata nel 2025 dal Moige con l’Istituto Piepoli su 1.546 studenti delle scuole medie e superiori fotografa un’esposizione quotidiana significativa. Il 55% passa almeno tre ore al giorno in rete fuori dall’orario scolastico; il 23% ha incontrato nella vita reale una persona conosciuta soltanto attraverso Internet e il 30% accetta contatti da sconosciuti.

Anche l’intelligenza artificiale è già entrata nelle abitudini degli studenti: la utilizza con regolarità il 51% degli intervistati, quota che sale al 71% tra i ragazzi delle superiori. Solo il 21% ha però ricevuto una preparazione adeguata sui possibili vantaggi e sui rischi di questi sistemi. Il 33% racconta di avere ottenuto informazioni sbagliate dall’intelligenza artificiale, mentre il 48% si è imbattuto almeno qualche volta in contenuti falsi.

I numeri riguardanti il cyberbullismo mostrano inoltre che il 7% degli studenti ne è stato vittima e il 16% ha assistito a episodi di violenza digitale. Soltanto il 12% dichiara di avere difeso la persona colpita e appena il 5% ha informato un adulto.

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Il progetto nelle scuole

L’appuntamento rientra in Educyber Generations, iniziativa del Moige sostenuta anche da Enel e dal Dipartimento per la trasformazione digitale. La rete conta 8.583 Giovani Ambasciatori in tutta Italia: sono stati scelti dagli insegnanti e preparati per aiutare i compagni a usare la tecnologia con maggiore consapevolezza.

Il modello si basa sul confronto tra pari e punta a far riconoscere episodi di bullismo, cyberbullismo e altre forme di violenza in rete. Al dibattito parlamentare hanno partecipato delegazioni di dodici istituti: Rinnovata Pizzigoni di Milano, Via N. M. Nicolai di Roma, G. Moscati di Sant’Antimo, P. Scalcerle di Padova, Marie Curie di Pergine Valsugana, L. Einaudi di Ferrara, V. Bodini di Monteroni di Lecce, R. Mattioli di Vasto, A. Giordano di Venafro, Como Rebbio di Como, Gorgia Vittorini Moncada di Lentini e Ipsis Gaslini/Meucci di Genova.


Le richieste agli adulti

Antonio Affinita, direttore generale del Moige, ha sostenuto che gli studenti chiedono norme più chiare e un impegno concreto per muoversi senza pericoli nello spazio digitale. «La prevenzione nasce dalla consapevolezza e dall’educazione tra pari», ha detto, chiedendo anche percorsi formativi più ampi nelle scuole.

Maria Teresa Bellucci, vice ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha invece definito i giovani parte attiva della transizione digitale e ha richiamato la responsabilità condivisa di istituzioni, famiglia e scuola. Nel suo intervento ha citato la Giornata nazionale dell’ascolto, i 7 milioni di euro destinati al Terzo settore per un impiego sicuro ed etico dell’intelligenza artificiale, le misure sul controllo parentale, la legge 70 del 2024 contro bullismo e cyberbullismo e la legge 132 del 2025 sui diritti fondamentali nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Sandra Cioffi, presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti presso Agcom, ha rimarcato il contributo che gli studenti possono offrire alla costruzione di ambienti digitali più sicuri. Ha inoltre richiamato gli obblighi delle piattaforme, chiamate a garantire servizi rispettosi e adeguati alla protezione dei minori.

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