Brasile, Lula vince e Trump contesta il voto
Il presidente supera Flavio Bolsonaro con il 51,74% e affronta mercati in forte calo e un Parlamento conservatore
Luiz Inacio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile con il 51,74% dei voti, contro il 48,2% di Flavio Bolsonaro. Per Lula è il quarto mandato alla guida del Paese.
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La festa e il prossimo mandato
Dopo il risultato, milioni di sostenitori hanno riempito Copacabana e l’Avenida Paulista di San Paolo indossando magliette rosse e formando con le dita la lettera “L”. Le celebrazioni sono proseguite per tutta la notte, in un clima paragonato dai partecipanti alla vittoria del Brasile in una finale dei Mondiali.
Il nuovo governo dovrà misurarsi con un Parlamento controllato dalla destra e con le promesse fatte durante la campagna elettorale. Lula, che compirà 81 anni domani, non potrà ricandidarsi per un altro mandato e dovrà quindi affrontare anche il tema della successione.
Diritti e partecipazione al voto
Il risultato ha bloccato l’avanzata della destra vicina a Donald Trump in America Latina. La vittoria viene considerata favorevole, sul piano politico, alle politiche ambientali per l’Amazzonia, ai diritti delle minoranze, alle popolazioni indigene e alla comunità Lgbt.
L’affluenza ha contribuito alla rimonta: l’astensione è diminuita di due punti rispetto al primo turno. Una parte degli elettori rimasti a casa in precedenza avrebbe scelto Lula per impedire il ritorno di un esponente della famiglia Bolsonaro. Per la prima volta, inoltre, il Brasile non sarà guidato da un presidente evangelico.
Una rimonta partita in salita
La campagna del presidente rieletto ha beneficiato della mobilitazione nelle piazze e sulle piattaforme digitali. Il suo gruppo di sostenitori in rete e le proposte sociali, tra cui la settimana lavorativa più breve, hanno sostenuto il recupero dopo un primo turno chiuso con circa due milioni di voti di svantaggio.
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Flavio Bolsonaro contava di raccogliere i nove milioni di consensi ottenuti dagli altri candidati di centrodestra esclusi dalla seconda fase. Il risultato finale ha invece consegnato a Lula oltre 64 milioni di voti: nessun candidato brasiliano aveva mai vinto dopo essere arrivato dietro al primo turno con un simile consenso.
Mercati in forte tensione
La reazione finanziaria è stata negativa. La Borsa brasiliana ha perso quasi il 17% e le contrattazioni sono state interrotte, mentre il dollaro è salito del 12,04%, fino a quota 5,597 real.
Gli esperti hanno descritto il movimento come un riposizionamento degli investitori davanti all’esito inatteso delle urne, senza indicarlo come una crisi strutturale. Per rassicurare il distretto finanziario di San Paolo, Lula starebbe valutando di affidare il ministero dell’Economia al vice Geraldo Alckmin, esponente moderato.
Le reazioni dopo lo scrutinio
Donald Trump ha messo in dubbio la regolarità delle elezioni, pur esprimendo apprezzamento per il vincitore: “Vado d’accordo con lui”, ha detto il presidente statunitense. La dichiarazione è arrivata dopo la conferma del risultato e mentre in Brasile iniziavano le celebrazioni.
A Flavio Bolsonaro la polizia ha ritirato i passaporti e imposto il divieto di lasciare il territorio nazionale. Nicolas Ferreira, suo principale alleato e influencer, ha riconosciuto che non esistono possibilità concrete di annullare il voto.
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