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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Scarpe autentiche, assolto il commerciante dopo cinque anni

La Corte d’Appello di Bologna ha annullato la condanna a due anni e due mesi inflitta nel 2021

La Corte d’Appello di Bologna ha assolto un commerciante di 70 anni di Meldola, nel Forlivese, accusato di aver venduto scarpe contraffatte. Le 33 scatole al centro del processo sono state riconosciute come originali.

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Il controllo nel magazzino

L’inchiesta era partita da un sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza di Milano in un deposito gestito da un grossista lombardo. Gli accertamenti si erano poi estesi ai clienti dell’uomo, con verifiche in diverse regioni italiane.

Tra le attività controllate c’era anche il negozio del commerciante romagnolo. Nel suo magazzino erano stati trovati numerosi capi d’abbigliamento, accessori e calzature di marca, ritenuti inizialmente non autentici. L’imprenditore aveva contestato l’accusa e consegnato agli investigatori fatture e ricevute bancarie per documentare l’acquisto regolare dei prodotti.

La maggior parte della merce era stata successivamente considerata legittima e restituita. Il procedimento penale era però proseguito per 33 confezioni di scarpe appartenenti a un marchio noto.


La condanna del 2021

Nel primo processo, il Tribunale di Forlì aveva ritenuto fondata l’accusa e nel 2021 aveva inflitto al settantenne una pena di due anni e due mesi di reclusione. La sentenza non prevedeva la sospensione condizionale, lasciando concreto il rischio dell’ingresso in carcere.

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Per l’uomo la vicenda giudiziaria si è protratta per cinque anni. La difesa ha continuato a sostenere che la documentazione commerciale dimostrasse la provenienza lecita delle calzature rimaste sotto sequestro.


La decisione in appello

Nel giudizio davanti alla Corte d’Appello di Bologna, i legali hanno chiesto una nuova valutazione degli atti già depositati, comprese le fatture e le registrazioni dei pagamenti. L’esame dei documenti ha portato i giudici a una ricostruzione diversa da quella accolta in primo grado.

Le scarpe sono state ritenute autentiche e l’accusa di contraffazione è venuta meno. Il commerciante è stato quindi assolto con la formula perché il fatto non sussiste.

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