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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Gaza, meno di 6 litri al giorno: l’allarme sull’acqua

Faidi Hadeel, responsabile dei progetti dell’Autorità palestinese per l’acqua, descrive a Roma una crisi aggravata dai danni a reti e impianti.

Meno di 6 litri d’acqua al giorno per persona e oltre l’85% delle strutture idriche e igienico-sanitarie danneggiate: è il quadro illustrato da Faidi Hadeel per la Striscia di Gaza. L’ingegnera palestinese è impegnata nel tentativo di ripristinare l’accesso all’acqua potabile per la popolazione.

Hadeel, responsabile dei progetti dell’Autorità palestinese per l’acqua, si trova a Roma in occasione del forum euromediterraneo dell’Acqua organizzato dal Comitato OneWater. Proprio durante l’incontro ha spiegato le dimensioni dell’emergenza in corso.


Una crisi che parte dagli impianti

Secondo Hadeel, la situazione nella Striscia resta «estremamente critica». La guerra ha colpito la maggior parte delle infrastrutture dedicate alla distribuzione dell’acqua e ai servizi igienico-sanitari, rendendo ancora più difficile garantire forniture sicure.

I danni riguardano più dell’85% degli impianti del settore. Il dato fotografa una rete fortemente compromessa, sulla quale pesa anche la necessità di riportare acqua potabile alla popolazione.

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Meno di sei litri quotidiani

La disponibilità individuale è scesa sotto i 6 litri al giorno. Una quantità che, secondo il quadro fornito dall’ingegnera, descrive la gravità delle condizioni affrontate dagli abitanti di Gaza.

Il ripristino del servizio idrico rappresenta quindi il compito centrale seguito da Hadeel e dall’Autorità palestinese per l’acqua. L’obiettivo indicato è rendere nuovamente accessibile acqua potabile alla popolazione della Striscia.

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