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Attualità 2 min di lettura36 min fa

Gaza, l’inverno aggrava l’emergenza: 1,4 milioni senza cibo sufficiente

Emergency segnala prezzi alle stelle, aiuti in calo e rifugi ormai inadatti a proteggere la popolazione dalle prossime piogge e dal freddo.

A Gaza la crisi umanitaria rischia di diventare ancora più grave con l’arrivo della stagione fredda. Emergency avverte che, entro dicembre, circa 1,4 milioni di persone potrebbero trovarsi in una situazione di grave insicurezza alimentare, mentre l’accesso all’acqua potabile resta fortemente limitato.

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Cibo sempre più difficile da trovare

L’organizzazione, attiva nella Striscia con due cliniche ad al-Qarara e al-Mawasi, richiama le stime della Classificazione integrata delle fasi della sicurezza alimentare. Le scorte disponibili, infatti, non garantirebbero alla popolazione un apporto nutrizionale sufficiente.

A rendere ancora più pesante il quadro contribuiscono i rincari: cibo e prodotti essenziali costano in media il 207% in più rispetto al periodo precedente alla guerra. Anche l’afflusso degli aiuti rimane ostacolato dalle restrizioni sui materiali e sulle merci al valico di Kerem Shalom, con la quota dei camion effettivamente scaricati nella Striscia scesa dal 77% al 70%, secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite.

Giulia Folci, ostetrica di Emergency, ha spiegato che la mancanza di acqua sicura incide anche sull’assistenza ai neonati: «Preparare il latte in polvere con acqua sporca è molto difficile e mette i bambini di fronte a rischi altissimi». In alcuni casi, ha aggiunto, il latte artificiale è indispensabile.

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Rifugi fragili davanti al maltempo

La necessità di trovare ripari adeguati si somma alla scarsità di alimenti e acqua. Le prime piogge hanno sorpreso molte persone ancora ospitate in tende deteriorate, mentre una parte della popolazione non avrebbe più luoghi sicuri verso cui spostarsi.

Jacopo Intini, coordinatore del programma di Emergency a Gaza, ha riferito che gli incendi si verificano periodicamente quando i rifiuti vengono bruciati per cucinare. Con l’avvicinarsi dell’autunno e dell’inverno, precipitazioni e temperature più basse potrebbero aumentare il sovraffollamento e la precarietà.

«È urgente far arrivare i materiali per sistemare le tende o realizzare strutture più sicure», ha sottolineato Intini. Nel frattempo, dall’annuncio del cessate il fuoco si conterebbero oltre 1.400 morti e più di 4.700 feriti, secondo le stime più recenti citate da Emergency.

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