8.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura23 set

Gaza, la “Linea Gialla” fa ancora paura: i civili pagano il prezzo più alto

Il cessate il fuoco non ha fermato la presenza militare israeliana nelle aree conquistate, e dall’avvio della tregua circa 150 persone hanno perso la vita per colpi partiti da quelle zone.

A Gaza il cessate il fuoco non ha riportato indietro i militari israeliani: le truppe sono rimaste nelle aree occupate e il confine interno tracciato dai mezzi blindati è diventato per molti abitanti una barriera da non oltrepassare. Per paura di essere colpiti, in tanti hanno evitato di avvicinarsi a quella fascia.


I civili continuano a cadere

Nonostante questa prudenza, la violenza non si è fermata. Dall’avvio dell’accordo, nello scorso ottobre, circa 150 persone sono state uccise da proiettili partiti dalle postazioni controllate dall’Idf, secondo quanto riportato nel quadro della crisi. Il bilancio pesa soprattutto sulle famiglie che vivono vicino alla cosiddetta “Linea Gialla”, dove anche gli spostamenti più brevi possono trasformarsi in un rischio mortale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La paura entra nella vita quotidiana

Il risultato è una popolazione costretta a convivere con un pericolo costante: bambini e adulti si muovono con estrema cautela, mentre la tregua resta incompleta sul terreno. La linea di separazione, nata come limite militare, continua così a incidere sulla vita quotidiana dei civili della Striscia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere