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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Gasolio, lo sconto può tornare: ora il nodo è europeo

Dopo il rialzo del tetto al prezzo dei carburanti, il governo prepara un nuovo intervento sulle accise mentre Roma cerca margini di flessibilità nei conti pubblici

Il rialzo di 6 centesimi applicato al tetto sul prezzo dei carburanti ha riaperto in poche ore il dossier sulle accise. Il governo è infatti orientato a ripristinare lo sconto sul gasolio attraverso un nuovo decreto interministeriale, mentre sullo sfondo si complica il confronto con le istituzioni europee sui vincoli di spesa.


Il rincaro riapre il dossier

La conclusione della precedente riduzione delle accise è durata meno di un giorno. L’aumento dei listini ha spinto l’esecutivo a valutare rapidamente la riattivazione delle cosiddette accise mobili, il cui finanziamento potrebbe essere leggermente superiore rispetto agli interventi passati.

La disponibilità maggiore dipende dal livello dei prezzi sostenuto dagli automobilisti nel mese di settembre. Nel frattempo, il limite introdotto da Eni e poi adottato anche da Ip e Q8 è stato ritoccato verso l’alto; nelle ultime ore la stessa modifica ha riguardato anche le reti Esso e Tamoil.


Governo sotto pressione politica

Dal punto di vista dei bilanci familiari, la variazione non è particolarmente ampia. Sul piano politico, però, il ritocco ha avuto un effetto significativo: il tetto sul prezzo era stato presentato come uno strumento utile a contenere il costo degli interventi pubblici a sostegno dei carburanti.

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo aveva già indicato che il ministero stava lavorando sulle accise mobili. Una posizione analoga è stata espressa da Gilberto Pichetto Fratin. Dall’opposizione, Giuseppe Conte ha definito il tetto «durato quanto un gatto in tangenziale», mentre Francesco Boccia ha attribuito il fallimento dell’operazione a Giorgetti e Meloni.

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A Bruxelles resta il nodo conti

La questione più delicata riguarda però il negoziato europeo. In vista dell’Eurogruppo di domani e della riunione Ecofin di venerdì in Lussemburgo, alcune dichiarazioni di funzionari dell’Unione europea avevano lasciato intendere che la richiesta italiana di maggiore flessibilità non sarebbe stata discussa.

Il ministero dell’Economia ha corretto questa ricostruzione, sostenendo invece che il tema sarà affrontato. Le tensioni emerse nelle ultime ore sono state in parte ridimensionate anche da fonti diplomatiche, dopo una serie di prese di posizione giudicate divergenti.


Le due richieste di Roma

Sul tavolo del confronto ci sono due dossier distinti. Il primo riguarda l’ipotesi di una tassazione europea sugli extraprofitti, proposta dall’Italia insieme a Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Polonia.

Il secondo riguarda la possibilità di applicare criteri più flessibili nella valutazione del rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal nuovo Patto di stabilità. Roma ha avanzato la richiesta insieme alla Grecia e ne ha discusso anche con altri Paesi europei. La decisione sul ritorno dello sconto al gasolio procede quindi in parallelo con una partita più ampia sui margini concessi ai bilanci nazionali.

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