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Attualità 4 min di lettura2 giorni fa

Garlasco, la Procura riapre il caso: cosa può succedere ora a Sempio

Le nuove analisi sull’impronta, sulle lesioni e sulle scarpe rilanciano l’inchiesta, ma la chiusura delle indagini non equivale ancora a una richiesta di processo.

La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Gli ultimi accertamenti mantengono l’attenzione sull’impronta 33 e sulla compatibilità tra il piede dell’indagato e la traccia di una scarpa trovata nella casa di Garlasco, ma non determinano automaticamente l’apertura di un nuovo processo.


Le nuove verifiche riaccendono il caso

Secondo gli inquirenti, l’impronta lasciata sul muro della scala, dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi, resta riconducibile a Sempio. Le consulenze più recenti aggiungono che non è possibile escludere una contaminazione con sangue sulle mani della persona che toccò quella superficie.

Gli esami sulle calzature, inoltre, non hanno evidenziato una incompatibilità fisica tra il piede di Sempio e la traccia attribuita all’assassino. Il reperto, una scarpa Frau numero 42, risulta infatti compatibile con le dimensioni del piede dell’indagato. La famiglia di Chiara, attraverso i propri legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, contesta però la rilevanza di questo elemento e ritiene che si tratti di un tema già ampiamente affrontato nel processo ad Alberto Stasi.

I due avvocati sostengono che le nuove valutazioni tecniche avrebbero cercato di dimostrare soltanto la possibilità teorica che Sempio indossasse quel tipo di calzatura. Per la difesa della famiglia, gli elementi richiamati dalla Procura sulle prove genetiche e medico-legali non rappresenterebbero novità sostanziali. I legali auspicano quindi che la vicenda arrivi rapidamente davanti alla Corte d’Appello nell’ambito di una possibile revisione della condanna di Stasi.


La dinamica della morte resta centrale

Un altro punto rilevante riguarda la ricostruzione delle lesioni. Le consulenze affidate a Cristina Cattaneo e all’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone indicano che i colpi potrebbero non essere stati inferti immediatamente prima della morte. Chiara, secondo questa ipotesi, avrebbe potuto reagire o difendersi durante un’aggressione protratta nel tempo.

Gli esperti collocano l’intervallo minimo tra la produzione delle ferite e il decesso tra 15 e 30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva arrivata fino a 60 minuti. La ricostruzione richiama dunque una possibile colluttazione e una sequenza di azioni non concentrata in un unico istante.

Nel frattempo, la Procura ha acquisito anche una consulenza della difesa di Alberto Stasi. Il documento riferisce che due contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione che aveva evidenziato il Dna di Chiara sui pedali della bicicletta sarebbero risultate «totalmente negative». Secondo i legali di Stasi, quei risultati avrebbero potuto «scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa».

La Procura precisa tuttavia di non aver trovato quelle contro-analisi negli atti del procedimento celebrato contro Stasi. L’ex fidanzato di Chiara è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, mentre la sua difesa si prepara a valutare una richiesta di revisione.

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Sempio rifiuta l’esame psichiatrico

Gli accertamenti sulla capacità di intendere e di volere di Sempio sono invece rimasti sospesi. Il consulente Roberto Catanesi ha spiegato di aver esaminato il materiale raccolto dagli investigatori, ma di non poter formulare conclusioni adeguatamente motivate senza un esame clinico diretto.

Sempio, che oggi ha 38 anni e che era amico del fratello di Chiara, ha rifiutato di sottoporsi alla visita. Per questo motivo, lo psichiatra ha comunicato di non disporre di elementi sufficienti per stabilire sia la sua capacità al momento dell’omicidio sia l’eventuale idoneità a partecipare a un processo.


Ora la parola passa alle difese

La notifica dell’avviso consente alle parti di prendere visione del materiale raccolto negli ultimi mesi. La difesa di Sempio potrà depositare memorie, documenti e richieste di ulteriori approfondimenti; analoghe facoltà spettano agli altri soggetti coinvolti.

Tra le persone ascoltate di recente figura Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma, convocato il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. L’audizione avrebbe riguardato le indagini scientifiche del 2007, i reperti relativi alla bicicletta di Stasi e gli esami genetici. I pm hanno inoltre sentito alcuni militari impegnati nelle investigazioni del 2017.

La conclusione delle indagini non coincide però con una richiesta di rinvio a giudizio. Prima di decidere, la Procura dovrà esaminare le osservazioni e la documentazione eventualmente presentate dalle difese. Soltanto in seguito i magistrati stabiliranno se chiedere il processo per Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato.

L’ufficio giudiziario di Pavia ha anche chiarito che non è mai stata presentata al Procuratore Generale una richiesta diretta a promuovere la revisione della condanna di Stasi. Un eventuale procedimento contro Sempio potrebbe comunque intrecciarsi con le iniziative già annunciate dalla difesa dell’ex fidanzato di Chiara, ma ogni sviluppo dipenderà dalle prossime decisioni della Procura e dell’autorità giudiziaria.

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