Francia, scuole in fiamme e manovra da 43 miliardi: Lecornu reagisce
Il primo ministro riunisce i ministri dopo l’escalation nelle proteste studentesche, mentre presenta una legge di Bilancio pensata per ridurre il deficit al 5% del Pil.
Aggressioni, occupazioni e scontri con la polizia hanno fatto salire la tensione in Francia proprio nel giorno in cui Sébastien Lecornu porta all’Assemblea nazionale la legge di Bilancio 2027. Il primo ministro ha convocato a Matignon una riunione interministeriale di crisi, mentre il Paese affronta una situazione economica fragile e un Parlamento privo di una maggioranza solida.
La crisi entra nelle scuole
La mobilitazione studentesca si è intensificata nelle ultime ore. In un liceo di Marsiglia, il preside, il suo vice, la segretaria generale e un altro responsabile scolastico sarebbero stati aggrediti dentro l’istituto e cosparsi di benzina, secondo quanto riferito dalle autorità regionali.
Sempre a Marsiglia, in un altro liceo, alcuni studenti avrebbero circondato e incendiato un camion dei pompieri. Gli episodi si inseriscono in una serie di occupazioni e danneggiamenti registrati in numerose scuole superiori del Paese, accompagnati da scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Lecornu cerca di evitare il tracollo
Per affrontare l’emergenza, Lecornu ha convocato il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, il ministro dell’Istruzione superiore Philippe Baptiste e il ministro della Giustizia Gérald Darmanin. L’incontro arriva mentre il governo deve difendere una manovra destinata a suscitare nuove contestazioni.
Il primo ministro ha invitato a non aggravare il quadro politico con ulteriore instabilità. «La Francia ha bisogno di decisioni e prospettive. L’interesse generale ci impone di agire», ha scritto in un messaggio diffuso sul social network X, richiamando la necessità di intervenire nonostante le difficoltà.
Una manovra da 43 miliardi
Il disegno di legge prevede nuove misure di risanamento per 43 miliardi di euro, che porterebbero a 54 miliardi il totale degli interventi considerando quelli già avviati l’anno scorso. L’obiettivo indicato dal governo è riportare il rapporto tra disavanzo e Pil al 5%.
Le stime dell’esecutivo francese indicano un aumento di oltre 7 miliardi del gettito dell’Iva rispetto al 2026 e di più di 5,7 miliardi dalle imposte sul reddito. Per contro, le entrate derivanti dall’imposta sulle società dovrebbero diminuire di 1,8 miliardi. Il gettito fiscale netto salirebbe così di 18 miliardi, raggiungendo quota 375,7 miliardi.
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Pensioni familiari e risparmi congelati
Tra le misure figura un prelievo straordinario del 17% sulle somme presenti al 31 dicembre 2026 in conti bancari dormienti, libretti di risparmio dimenticati e polizze assicurative mai riscosse. Da questa voce il governo conta di ottenere circa 1,4 miliardi di euro.
Gli assegni familiari resterebbero invece fermi ai livelli del 2026, senza l’adeguamento previsto ad aprile: il risparmio stimato è di 500 milioni. Altri 600 milioni dovrebbero arrivare dalla riduzione dell’assegno destinato all’inizio dell’anno scolastico. Il provvedimento comprende inoltre la soppressione di oltre mille posti nella pubblica amministrazione e un’imposta sui fornitori di cherosene, destinata a sostenere i carburanti aeronautici sostenibili.
Deficit elevato e piazze mobilitate
La Francia presenta uno dei livelli più alti d’Europa per deficit e debito pubblico in rapporto al Pil. Nel frattempo, il rendimento dei titoli di Stato decennali è salito ai valori massimi dal 2002, aumentando la pressione sulle scelte economiche del governo.
Contro l’austerità e soprattutto contro la riduzione degli organici pubblici, i sindacati hanno proclamato uno sciopero nazionale. Le manifestazioni, cominciate da alcuni giorni, hanno coinvolto oltre 300 mila persone in circa 170 cortei: tra i partecipanti figurano insegnanti, operatori sanitari, dipendenti degli enti locali, vigili del fuoco e studenti. Lo slogan più ripetuto chiede «più servizi pubblici, più salari».
Macron incontra Milei
In questo clima, il presidente Emmanuel Macron riceve il 1° ottobre il suo omologo argentino Javier Milei. La visita ha provocato ulteriori reazioni per le posizioni di estrema destra attribuite al leader argentino.
Secondo l’Eliseo, l’incontro punta a rafforzare la cooperazione economica e commerciale della Francia in America Latina e a discutere i rapporti tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur.
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