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Attualità 4 min di lettura12 ore fa

Francia in fiamme, Le Pen vola: il doppio fronte che scuote il Rn

Scioperi e scontri accompagnano l’avanzata nei sondaggi di Marine Le Pen, mentre Jordan Bardella respinge le accuse sul suo passato e prepara un piano da 125 miliardi.

La Francia affronta una giornata di forte tensione sociale proprio mentre Marine Le Pen rafforza la propria posizione in vista delle presidenziali del 2027. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza contro la legge di bilancio, ma sul fronte politico il Rassemblement National incassa nuovi segnali favorevoli e si prepara a presentare una drastica proposta di tagli.


Scioperi e piazze contro il bilancio

Il piano finanziario del governo è al centro di oltre 160 manifestazioni organizzate in tutto il Paese. Alla mobilitazione hanno aderito insegnanti, dipendenti pubblici, agenti di polizia, lavoratori della sanità, trasporti e vigili del fuoco, arrivati a bloccare anche la tangenziale di Parigi.

La protesta riguarda soprattutto il congelamento degli stipendi degli statali, previsto per il quarto anno consecutivo nel progetto del premier Sébastien Lecornu. Secondo la CGT, circa 300 mila persone hanno partecipato ai cortei, tra cui 70 mila nella capitale, con arrivo a place de la Bastille. La segretaria del sindacato, Sophie Binet, ha avvertito: «Il governo ha 48 ore per riscrivere la sua Legge di Bilancio».

Anche le scuole sono state coinvolte dalla mobilitazione. L’Union Syndicale Lycéenne ha promosso blocchi negli istituti, inizialmente nelle periferie e poi anche nelle principali città, per denunciare il peggioramento delle condizioni di studio e le riduzioni previste per istruzione e politiche sociali.

Il ministero dell’Educazione ha contato 338 istituti interessati, con 40 scuole completamente bloccate. In alcune occasioni gli interventi della polizia sono sfociati in scontri: un ragazzo è rimasto ferito da un lanciagranate Cougar e, nell’arco di alcuni giorni, più di 150 giovani sono stati fermati. I sindacati hanno accusato le forze dell’ordine di violenze, mentre Jean-Luc Mélenchon ha definito la gestione delle proteste una «repressione».


Le Pen cresce mentre il Paese protesta

Sul piano elettorale, l’ultimo sondaggio Toluna-Harris offre a Marine Le Pen uno scenario particolarmente favorevole. Se il secondo turno si tenesse oggi, la leader del Rassemblement National supererebbe Jean-Luc Mélenchon con il 69% dei voti contro il 31% e batterebbe anche Édouard Philippe, 57% a 43%.

I rilevamenti indicano Mélenchon e Philippe come gli unici sfidanti con possibilità concrete di accompagnare Le Pen al ballottaggio del 18 aprile. La candidata è però ancora condizionata dalla condanna per frode ai danni dell’Unione europea, nonostante da mesi risulti in testa nelle proiezioni sulla corsa all’Eliseo.

A rafforzare il risultato politico del partito è arrivato anche il voto per il rinnovo del Senato. Con 15 seggi conquistati, il Rassemblement National può formare per la prima volta un gruppo a Palazzo del Lussemburgo insieme agli alleati dell’Udr di Éric Ciotti.

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Il caso che imbarazza Bardella

L’avanzata del partito è stata però accompagnata da una nuova controversia. Un’inchiesta di Mediapart ha riportato alla luce messaggi razzisti e complottisti che Jordan Bardella avrebbe scritto tra il 2013 e il 2015, quando aveva tra 17 e 18 anni ed era un giovane militante del Front national.

La documentazione raccolta dal giornale comprende decine di conversazioni e ricostruisce i rapporti tra Bardella e Alain Soral, ideologo franco-svizzero di estrema destra già condannato più volte per posizioni antisemite. Secondo l’inchiesta, l’attuale presidente del Rassemblement National avrebbe allora rilanciato teorie sulla subordinazione della Francia agli interessi sionisti, sul controllo delle banche da parte degli ebrei e persino sulla presunta sopravvivenza di Adolf Hitler dopo la guerra.

Le accuse entrano in contrasto con l’immagine che Bardella propone oggi, quella di difensore degli ebrei francesi e di rappresentante di una nuova generazione del partito. Il diretto interessato ha respinto tutto definendolo «falsi grossolani» e sostenendo: «Vogliono assassinarmi politicamente». Ha inoltre annunciato una denuncia per diffamazione contro Mediapart.

La vicenda arriva alla vigilia della presentazione del piano economico del Rassemblement National. Martedì prossimo Bardella dovrebbe affiancare Le Pen per illustrare una proposta che prevede 125 miliardi di euro di tagli, alternativa alla legge di bilancio per il 2027 che Lecornu presenterà giovedì.


Conti pubblici e sfida al governo

Il confronto si inserisce in un quadro finanziario molto pesante. Secondo Insee, il debito francese ha raggiunto il 119% del prodotto interno lordo, il livello più alto dal 1946, mentre il progetto del governo chiede sacrifici per 54 miliardi di euro.

La distanza tra le due proposte alimenta lo scontro politico e sociale. Da una parte l’esecutivo difende una manovra fondata sul contenimento della spesa; dall’altra il Rassemblement National cerca di presentarsi come alternativa, proprio mentre il caso Bardella rischia di oscurare i risultati ottenuti da Le Pen nei sondaggi e al Senato.

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