Francia, allarme nelle scuole: oltre 300 feriti e licei sospesi
La protesta degli studenti si aggrava con nuovi scontri a Parigi, mentre il governo concede tre giorni per assemblee e confronto interno negli istituti.
Il bilancio della mobilitazione studentesca francese pesa ormai anche sul personale scolastico: 215 studenti e 85 dipendenti della scuola risultano feriti. Tra questi ultimi figurano 34 presidi e vicepresidi, ha riferito il premier Sebastien Lecornu, definendo il dato «il bilancio più grave da decenni nel settore dell’istruzione per numero di dipendenti pubblici feriti».
Un bilancio che allarma il governo
Secondo la ricostruzione fornita da Lecornu all’Assemblea Nazionale, la maggior parte degli studenti avrebbe riportato lesioni in seguito ad aggressioni; una quota più ridotta sarebbe invece rimasta coinvolta in incidenti. I numeri arrivano mentre la protesta entra nel suo terzo atto e si estende a diversi istituti del Paese.
Il premier ha inoltre comunicato una misura straordinaria per i licei: le lezioni ordinarie saranno interrotte per tre giornate. La scelta, ha spiegato, punta a offrire agli studenti uno spazio per discutere e organizzare un confronto democratico all’interno delle scuole.
A Parigi sale la tensione
Nel frattempo, la manifestazione nella capitale è stata segnata da disordini e fronteggiamenti tra corteo e forze dell’ordine. Gli episodi più tesi si sono concentrati sul Boulevard Voltaire, nei pressi di Place de la Nation, dove una banca è stata presa di mira.
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La Prefettura di polizia di Parigi ha stimato in circa 300 le persone impegnate nei tentativi di attacco contro gli agenti. Per permettere al corteo di proseguire verso Place de la Nation, le autorità hanno cercato di allontanare e disperdere i gruppi più agitati; durante gli scontri sono stati lanciati diversi oggetti.
Tre giorni per il confronto
La sospensione delle attività didattiche scatterà da domani e comprenderà anche giovedì e venerdì. Lecornu ha riferito che il ministro dell’Istruzione, Eduard Geffray, ha deciso di ricavare questo tempo aggiuntivo per consentire ai dirigenti scolastici di promuovere il confronto interno.
«Ogni preside» dovrà così poter dedicare tempo alla democrazia interna del liceo, secondo l’obiettivo illustrato dal primo ministro. La decisione arriva mentre la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori continua e nelle strade di Parigi alcuni manifestanti hanno divelto frammenti di pietra dai gradini dei negozi per lanciarli contro la polizia, che ha risposto con i lacrimogeni.
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