Fort Hood, la pena di Hasan torna d’attualità: Trump sceglie la fucilazione
L’ex psichiatra militare fu condannato per la morte di 13 persone nel 2009: se la sentenza verrà eseguita, sarà il primo caso dal 1961.
Il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti si riaccende dopo il fallito tentativo di esecuzione di Christa Pike in Tennessee. La donna, condannata per un omicidio commesso nel 1995, avrebbe continuato a respirare per quasi un’ora dopo la somministrazione di due dosi di pentobarbital ed è stata trasferita in ospedale.
Il suo legale ha fatto sapere domenica che Pike si trova ancora in condizioni critiche. Pochi giorni dopo quell’episodio, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha autorizzato una condanna da eseguire con modalità diversa dall’iniezione letale.
Il caso Hasan resta al centro
Nidal Malik Hasan, psichiatra dell’esercito statunitense, è stato riconosciuto colpevole della strage avvenuta nel 2009 a Fort Hood, in Texas. Nel centro destinato alla preparazione dei militari in partenza per l’Afghanistan, uccise 13 persone e ne ferì altre 32.
Durante l’attacco, secondo la ricostruzione processuale, Hasan avrebbe gridato «Dio è grande» prima di sparare con una pistola equipaggiata con un mirino laser. L’ex militare, nato negli Stati Uniti e musulmano, ammise le proprie responsabilità nel procedimento celebrato nel 2013 e sostenne di essersi schierato dalla parte opposta in un conflitto contro l’Islam.
La scelta del plotone d’esecuzione
L’autorizzazione firmata da Trump riguarda la fucilazione di Hasan. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva appoggiato questa modalità, poi approvata dal presidente; l’annuncio è stato diffuso lunedì 5 ottobre da Sean Parnell, portavoce del Pentagono.
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«Per Hasan è finalmente arrivato il giorno del giudizio», ha scritto Parnell su X. La data e il luogo non sono ancora stati indicati: spetterà al segretario dell’Esercito fissare entrambi.
Un precedente fermo al 1961
Se la condanna sarà portata a termine, gli Stati Uniti assisteranno alla prima esecuzione militare dal 13 aprile 1961. In quella data il soldato semplice John A. Bennett venne impiccato dopo essere stato condannato per stupro e tentato omicidio.
Per quanto riguarda invece l’ultima fucilazione eseguita in ambito militare, i precedenti storici riportano al 9 novembre 1945. Quel giorno, nelle Filippine, Dan J Lee fu ucciso dal plotone d’esecuzione dopo una condanna per omicidio e stupro.
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