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Attualità 1 min di lettura9 ore fa

Fine vita, il nodo delle Regioni riaccende il pressing per una legge

Le regole diverse adottate a livello regionale sul suicidio assistito spingono Vaticano e Cei a chiedere un intervento legislativo nazionale.

Le iniziative di alcune Regioni per definire le procedure del suicidio assistito hanno riportato al centro il tema della disciplina sul fine vita. In questo quadro, Vaticano e Conferenza episcopale italiana sollecitano la politica a intervenire con una norma valida in tutto il Paese.


Il rischio di regole frammentate

L’assenza di una legge nazionale lascia spazio a percorsi regolati diversamente nei territori che hanno scelto di occuparsi della materia. Le decisioni regionali riguardano le modalità per accedere al suicidio assistito, un tema che continua a dividere il dibattito pubblico e istituzionale.

Il quadro che ne deriva è considerato problematico dai vertici ecclesiastici, contrari a una gestione affidata a interventi locali separati. Da qui nasce la richiesta di un riferimento legislativo comune, capace di fissare criteri omogenei sul territorio italiano.

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Vaticano e Cei chiamano in causa la politica

L’intervento della Santa Sede e della Cei punta dunque il dito sulla necessità di una scelta del Parlamento. L’obiettivo indicato è evitare che la materia venga affrontata in modo diverso da Regione a Regione e che le procedure dipendano dal luogo di residenza.

La sollecitazione arriva mentre alcune amministrazioni regionali hanno già predisposto o avviato regole per l’accesso al suicidio assistito. Il confronto politico sul fine vita torna così a concentrarsi sulla possibilità di approvare una disciplina nazionale, invece di lasciare che siano soltanto i territori a colmare il vuoto normativo.

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