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Attualità 2 min di lettura1 ott

Figc, il 6 ottobre può cambiare tutto: il nodo Malagò

Il Coni ha fissato Giunta e Consiglio Nazionale per valutare il possibile commissariamento della Federcalcio, mentre Malagò replica alle critiche e guarda agli Europei del 2032

Giovanni Malagò dice di non temere una possibile uscita dalla presidenza della Figc e si definisce sereno, mentre il Coni prepara il passaggio formale sul suo mancato tesseramento. Le riunioni decisive sono state calendarizzate per il 6 ottobre e si svolgeranno dopo la diffusione dei pareri giuridici dell’ente.


Malagò ostenta sicurezza sul futuro

Interpellato sull’ipotesi che questi possano essere gli ultimi giorni alla guida della Federcalcio, Malagò ha risposto: «Io sono molto tranquillo. Sbaglierò, non lo so: ma non credo». Il presidente ha ricordato di svolgere il ruolo a titolo volontario e di essere stato eletto grazie al consenso ricevuto.

Malagò ha anche difeso la legittimità del proprio incarico, spiegando di essere stato scelto dagli altri dirigenti e chiedendosi per quale motivo, alla luce di questi presupposti, non dovrebbe mantenere la calma. Le sue parole arrivano mentre il Coni si prepara a esaminare l’eventuale commissariamento della Figc.


Il Coni prepara il voto sulla Figc

Luciano Buonfiglio ha annunciato che la Giunta del Coni si riunirà il 6 ottobre alle 13. La convocazione, partita il primo ottobre, è stata organizzata anche tenendo conto dei tempi ristretti a disposizione di Malagò; al termine della riunione è previsto il Consiglio Nazionale.

Il presidente del Coni ha spiegato che ai componenti degli organi saranno trasmessi i quattro pareri elaborati dai giuristi dell’ente, insieme alla documentazione necessaria. A suo giudizio, i pareri sono «granitici» e dovrebbero consentire di arrivare a una decisione sul commissariamento senza lasciare margini a letture personali.

Buonfiglio ha inoltre annunciato la presentazione di una propria relazione, richiamando il dovere di agire da pubblico ufficiale. L’obiettivo indicato è riaffermare il rispetto delle regole e dei principi etici dello sport, evitando che la Giunta assuma posizioni estranee all’esame della questione.

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Bianchedi lascia e Malagò attacca Abodi

Nel frattempo, Malagò ha commentato le dimissioni di Diana Bianchedi dall’incarico di capodelegazione della Nazionale. La decisione è maturata dopo le dichiarazioni del ministro dello Sport Andrea Abodi, che aveva espresso una posizione diversa da quella di Buonfiglio sul possibile commissariamento della Federcalcio.

Il presidente della Figc ha detto di condividere la scelta di Bianchedi e ha giudicato l’intervento di Abodi fuori dagli schemi istituzionali e dal contesto. Secondo Malagò, la dirigente sarebbe rimasta turbata dall’ingresso del ministro nelle dinamiche interne alla Giunta del Coni. Il numero uno federale ha poi sostenuto che non si tratterebbe dell’unica presa di posizione di Abodi sulle vicende del calcio.


Europei 2032, resta il nodo stadi

Malagò ha infine richiamato l’attenzione sulla preparazione dell’Italia per gli Europei del 2032, organizzati insieme alla Turchia. In questo ambito, ha riferito che la Uefa sta osservando con attenzione lo stato di avanzamento italiano.

Il confronto con la Turchia riguarda soprattutto gli impianti: secondo Malagò, oggi soltanto uno stadio italiano sarebbe pronto a ospitare la competizione, mentre il Paese partner ne avrebbe già più di cinque. Il presidente della Figc ha comunque interpretato l’attenzione della Uefa come un attestato di fiducia verso l’Italia, Gravina e la sua stessa figura.

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