4.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Festa patronale, stop ai soldi delle armi: la scelta di Villamassargia

Il contributo di Rwm Italia era comparso tra i sostegni alla festa della Madonna del Pilar e di san Ranieri, ma la parrocchia ha scelto di rinunciarvi dopo le polemiche

Il logo di Rwm Italia è stato eliminato dalla locandina della festa patronale di Villamassargia, nel Sulcis-Iglesiente. La parrocchia ha infatti deciso di non accettare il contributo dell’azienda, inizialmente inserita tra gli sponsor degli appuntamenti dedicati alla Madonna del Pilar e a san Ranieri, in programma dal 9 al 18 ottobre.


La parrocchia ritira il sostegno

La decisione è arrivata dopo un confronto interno alla comunità religiosa. Rwm Italia, controllata dal gruppo tedesco Rheinmetall, gestisce uno stabilimento a Domusnovas, a pochi chilometri da Villamassargia, dove vengono realizzati munizioni ed esplosivi.

Il parroco don Maurizio Mirai ha spiegato che la rinuncia è stata condivisa all’interno della parrocchia. «In piena condivisione, abbiamo maturato la decisione di rinunciare a tale sponsorizzazione», ha affermato, richiamando anche l’invito di Papa Leone a promuovere una cultura dell’incontro, della fraternità e una pace «disarmata e disarmante».

La presenza dell’azienda nella comunicazione della festa aveva riacceso una discussione già radicata nel territorio. Da anni, infatti, associazioni e comitati contestano le attività dello stabilimento e il ruolo di Rwm Italia nella produzione e nell’esportazione di armamenti.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Le proteste contro Rwm Italia

Tra le realtà che hanno criticato l’iniziativa c’è il Comitato Riconversione Rwm, da tempo impegnato contro la produzione militare nel sito di Domusnovas. Il portavoce Arnaldo Scarpa ha sostenuto che non sarebbe la prima volta che l’azienda cerca di inserirsi nella vita sociale del Sulcis-Iglesiente per ottenere consenso tra gli abitanti.

Sulla vicenda è intervenuto anche don Antonio Mura, parroco della vicina Portoscuso. Il sacerdote ha sostenuto che le celebrazioni mariane non dovrebbero ricevere finanziamenti dalle industrie belliche e ha definito l’eventuale accettazione del contributo una ferita per la credibilità della Chiesa, perché proveniente da chi realizza strumenti destinati alla morte.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere