Falkland-Malvinas, ultimatum di Milei: Londra rischia il tribunale
Buenos Aires annuncia un arbitrato internazionale contro il progetto petrolifero Sea Lion e concede al Regno Unito due settimane per fermarlo.
Il governo argentino alza il livello dello scontro sulle Falkland-Malvinas e fissa una scadenza precisa al Regno Unito: interrompere entro due settimane le attività petrolifere contestate nel bacino settentrionale delle isole, altrimenti Buenos Aires si rivolgerà al Tribunale internazionale per il diritto del mare.
La decisione è stata annunciata dal presidente Javier Milei, che ha incaricato il Ministero degli Esteri e i gruppi legali argentini di preparare l'avvio di un arbitrato internazionale. Al centro della controversia c'è il progetto Sea Lion, considerato da Buenos Aires un utilizzo illegittimo delle risorse presenti nell'area.
Milei indica la prossima tappa legale
In un messaggio pubblicato sui social, Milei ha sostenuto che l'iniziativa britannica rappresenti un saccheggio delle risorse argentine. Il presidente ha quindi ordinato di procedere contro il Regno Unito attraverso gli strumenti previsti dal diritto internazionale, collegando la disputa sulle attività petrolifere alla rivendicazione di sovranità sulle isole.
L'ultimatum è netto: se Londra non fermerà lo sfruttamento giudicato illegittimo entro quattordici giorni, l'Argentina porterà il caso davanti al Tribunale internazionale per il diritto del mare. «Le Malvine sono argentine e si difendono con i fatti, non con le parole», ha scritto Milei nel messaggio con cui ha reso pubblica la decisione.
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Buenos Aires insiste sulla sovranità
Il ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno ha descritto l'iniziativa come «un passo storico e senza precedenti». La scelta, ha spiegato, sarà portata avanti con modalità pacifiche e nel rispetto delle norme internazionali.
Quirno ha inoltre richiamato il mandato costituzionale argentino sul recupero del pieno esercizio della sovranità sulle Falkland-Malvinas. Secondo il ministro, Buenos Aires non intende rinunciare a questo obiettivo, mentre la disputa sul progetto Sea Lion diventa ora il terreno di un nuovo confronto nelle sedi arbitrali internazionali.
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