Fairford, i B-1 lasciano la base dopo l’allarme: cosa è successo
Gli Stati Uniti hanno riportato in patria tutti i bombardieri presenti nella struttura britannica, finita sotto esame dopo un episodio sospetto.
La partenza degli ultimi bombardieri statunitensi cambia temporaneamente la presenza militare americana alla base britannica di Raf Fairford. Washington ha confermato che tutti i B-1 dislocati nella struttura sono stati trasferiti negli Stati Uniti, mentre prosegue un’indagine antiterrorismo legata a un episodio avvenuto il mese scorso.
Il ritiro dei bombardieri americani
Un funzionario del Pentagono ha spiegato che gli aerei presenti a Fairford sono stati ricondotti alle loro basi d’origine negli Stati Uniti. La dichiarazione conferma così il completo svuotamento della base dai bombardieri B-1 americani.
La struttura, situata nel sud-ovest dell’Inghilterra, viene utilizzata dagli Stati Uniti per condurre attacchi contro l’Iran. Il trasferimento dei velivoli arriva dopo l’allarme scattato all’interno e nei pressi dell’installazione militare, senza che siano state rese note ulteriori motivazioni operative.
L’allarme vicino alla struttura
Il 27 settembre la polizia era intervenuta dopo la segnalazione di un agricoltore della zona. L’uomo aveva riferito di aver visto diversi uomini con più furgoni, impegnati in attività ritenute sospette nei dintorni della base.
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L’episodio aveva avuto conseguenze immediate per i residenti: 85 abitazioni vicine a Fairford erano state evacuate per consentire le verifiche di sicurezza. Le autorità non avevano però individuato esplosivi nell’area interessata.
Cinque arresti e indagine aperta
Nel corso dell’operazione erano stati fermati cinque cittadini britannici residenti a Londra. Dopo gli accertamenti, tutti sono stati rilasciati su cauzione, mentre l’inchiesta antiterrorismo collegata all’accaduto è rimasta in corso.
Il ritiro dei B-1 è stato quindi ufficializzato mentre restano da chiarire la natura delle attività osservate e le ragioni che avevano portato all’intervento della polizia. Il materiale disponibile non indica che gli investigatori abbiano trovato ordigni o altri esplosivi durante i controlli.
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