Brasile, il ballottaggio cambia tutto: Bolsonaro davanti a Lula
Il primo turno premia la destra con il 47,03% dei voti, mentre Lula insegue al 45,16%: il 25 ottobre sarà decisivo anche il voto evangelico.
Il fronte evangelico, che raccoglie circa il 30% della popolazione brasiliana e 47 milioni di fedeli, può diventare determinante nella sfida finale. Più della metà di questo elettorato sostiene Flávio Bolsonaro attraverso la rete di Edir Macedo, le Assemblee di Dio e il fronte parlamentare evangelico.
Il candidato di destra ha promesso di affidare quattro o cinque ministeri a esponenti evangelici convinti, con l’obiettivo dichiarato di “salvare anime” e “onorare il nome di Dio”. È uno dei bacini sui quali Bolsonaro punta per consolidare il vantaggio ottenuto al primo turno.
Washington entra nella campagna
Il confronto elettorale è stato accompagnato da un duro scontro con gli Stati Uniti. Alla vigilia del voto, l’ambasciata statunitense a Brasilia e la rete consolare hanno interrotto le attività per ragioni di sicurezza, invitando i cittadini americani a non recarsi nelle sedi diplomatiche senza però spiegare i motivi della decisione.
Bolsonaro ha attribuito a Lula la crescente irritazione di Washington verso Brasilia, accusata di essere troppo vicina alla Cina. Il governo brasiliano ha invece definito la sospensione un’iniziativa diplomatica fuori dall’ordinario, adottata a ridosso delle urne e potenzialmente capace di alimentare l’instabilità a vantaggio della destra.
L’entourage di Lula ha chiesto alla Corte suprema di verificare il presunto coinvolgimento degli Stati Uniti e dei fratelli Flávio ed Eduardo Bolsonaro. Nel frattempo Washington ha applicato dazi contro il Brasile, aperto verifiche sul sistema di pagamento Pix e cancellato i visti a otto funzionari e undici giudici della Corte suprema, tra cui Alexandre de Moraes, criticato da Trump per la condanna inflitta a Jair Bolsonaro nel procedimento sul tentato colpo di Stato.
L’ex presidente statunitense aveva inoltre ricevuto a Washington Flávio Bolsonaro alla fine di maggio, quando era già indicato come possibile candidato. Lula aveva reagito sostenendo che, se Marco Rubio avesse voluto appoggiare quella candidatura, avrebbe dovuto farlo apertamente in Brasile: “Li sconfiggeremo, in difesa della democrazia”. In una lettera indirizzata a Rubio, i senatori statunitensi Shaheen, Kaine e Welch hanno accusato la Casa Bianca di una campagna di interferenza e destabilizzazione e hanno chiesto di riconoscere l’esito certificato delle elezioni democratiche brasiliane del 2026.
Lula deve rimontare
L’esito delle urne ha smentito le rilevazioni che assegnavano al leader progressista circa due punti di vantaggio. Flávio Bolsonaro ha raccolto il 47,03%, più di 56 milioni di voti, mentre Luiz Inácio Lula da Silva si è fermato al 45,16%, pari a circa 54 milioni. Anche tra gli elettori residenti all’estero Bolsonaro ha prevalso, con 25mila preferenze contro le 18mila di Lula.
La destra ha conquistato il meridione, il centro-ovest e Minas Gerais, Stato considerato decisivo per la scelta del futuro presidente. Il risultato le consegna il principale polo economico e industriale del Paese e una parte rilevante delle periferie urbane. Lula conserva invece il controllo del nord-est, ma deve recuperare rapidamente consensi nelle aree periferiche.
Dopo lo scrutinio, Lula ha ammesso di essersi aspettato una vittoria già al primo turno e ha annunciato l’avvio immediato della nuova fase della campagna. Ha indicato come obiettivo il recupero degli elettori passati alla destra e ha rilanciato gli attacchi alla biografia di Bolsonaro, evocando i rapporti con gruppi paramilitari e vicende di corruzione ancora da chiarire.
Bolsonaro ha letto il risultato come la richiesta di una svolta da parte del Paese. Ha sostenuto che la stagione del Partito dei lavoratori sarebbe prossima alla conclusione e ha detto di aver bisogno soltanto di un mandato, collegando la sua eventuale vittoria anche al progetto di rinnovare la Corte suprema.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La destra domina le istituzioni
Il vantaggio non riguarda soltanto la corsa presidenziale. I candidati esclusi, Escritor Augusto Cury, Ronaldo Caiado e Renan Santos, hanno ottenuto complessivamente il 7,8% dei voti; Caiado e Santos appartengono all’area della destra moderata, e il loro bacino potrebbe confluire in larga parte verso Bolsonaro.
Anche il Congresso si avvia verso una maggioranza di centrodestra, stimata al 53%. Il blocco dovrebbe disporre di almeno 270 deputati e di un numero compreso tra 35 e 40 senatori, dopo il rinnovo di due terzi della Camera alta.
Il quadro regionale rafforza ulteriormente questa tendenza. Al primo turno la destra ha conquistato 15 governatorati su 25, compresi quelli di San Paolo, con Tarcísio de Freitas, e di Minas Gerais, con Cleitinho Azevedo. Sei Stati restano invece da assegnare, tra i quali il Distretto Federale e Amazonas.
Arresti e ombre sul voto
Le operazioni elettorali sono state segnate anche da episodi irregolari. Le autorità hanno arrestato 169 persone per propaganda vietata, violazione del silenzio elettorale e corruzione; 23 fermi sono avvenuti in casi di compravendita del voto a Teresina, Piauí, Boa Vista e Roraima.
Sono stati sequestrati 789.800 reais in contanti, equivalenti a 151mila dollari, ritenuti destinati alla corruzione degli elettori. Il denaro non è stato collegato, al momento, a un’unica organizzazione finanziaria né a uno specifico candidato.
Lo stesso Bolsonaro è stato accusato di avere infranto il silenzio elettorale dopo aver chiesto il sostegno agli elettori in coda davanti al proprio seggio di Rio de Janeiro. All’estero si sono registrati scontri tra sostenitori nei pressi dell’ambasciata brasiliana a Buenos Aires, forti ritardi nell’apertura dei seggi negli Stati Uniti e un tentativo di distruggere materiale elettorale a Ginevra.
Indagini sui finanziamenti esteri
L’Avvocatura dello Stato sta esaminando il presunto ruolo di interferenze e attacchi ibridi provenienti dagli Stati Uniti. Secondo la Polizia federale, circa un milione sarebbe transitato attraverso il programma “Contrasto alla guerra giudiziaria e alla censura”, mentre altre risorse per la propaganda digitale sarebbero state veicolate dalla rete Rockbridge, riconducibile al vicepresidente statunitense JD Vance.
Per l’Avvocatura, queste iniziative mirerebbero a perseguitare le autorità brasiliane e a ridurre la sovranità nazionale. La magistratura locale sta inoltre verificando un trasferimento di 12 milioni di dollari effettuato nel 2025 dall’ex banchiere Filipe Vorcaro, oggi detenuto, per finanziare il film Dark Horse, prodotto da Go Up Entertainment e diretto da Cyrus Nowrasteh.
Il ballottaggio del 25 ottobre si apre così con Bolsonaro favorito dai numeri del primo turno, dalla composizione del Congresso e dal controllo di gran parte dei governi regionali. Lula conserva però la propria base nel nord-est e proverà a trasformare la rimonta nelle periferie e il timore delle ingerenze straniere nei due assi principali della campagna finale.
Continua a leggere
Nautica, oltre 100 progetti in gara: tutti i vincitori del premio
A Genova il Design Innovation Award ha celebrato ricerca, creatività e sostenibilità con riconoscimenti assegnati a imbarcazioni e componenti nautici.
Spagna al voto il 29 novembre: Sánchez rompe gli indugi
Il premier socialista accelera dopo il fallimento in Parlamento sui provvedimenti per l’emergenza abitativa e anticipa la fine della legislatura
Spagna al voto: Sánchez fissa la data del 29 novembre
Il presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez ha comunicato la convocazione di elezioni anticipate per il 29 novembre.
Giza, bambino precipita: la presa che evita il peggio
Ahmed Ragab ha afferrato il piccolo dopo che il suo corpo aveva colpito uno stendibiancheria durante la caduta.