Dal tribunale al potere: Moro conquista il Paraná
L’ex magistrato della vicenda Lava Jato ha ottenuto il 50,10% al primo turno e guiderà per la prima volta lo Stato in cui è nato.
La carriera politica di Sérgio Moro compie un nuovo salto: l’ex magistrato, noto per aver condannato Luiz Inácio Lula da Silva nel 2017, è stato scelto come governatore del Paraná. Il senatore ha superato la soglia necessaria già al primo turno, imponendosi con il 50,10% dei voti validi.
Il risultato porta alla guida dell’esecutivo regionale una figura che ha costruito la propria notorietà nazionale nelle aule di tribunale e che, negli anni successivi, è entrata direttamente nella politica. Moro assumerà infatti per la prima volta l’incarico di governatore dello Stato meridionale in cui è nato.
Moro trasforma il consenso in vittoria
A sfidarlo è stato Sandro Alex, esponente del Partito socialdemocratico, che si è fermato al 25,36% dei voti. Il distacco tra i due candidati ha permesso a Moro di evitare un secondo turno e di chiudere subito la competizione elettorale.
L’ex giudice si è presentato con il Partito liberale, formazione di destra, e ha corso al fianco di Flávio Bolsonaro, indicato nel testo come candidato alla presidenza. L’elezione consolida così il percorso istituzionale intrapreso da Moro dopo l’abbandono della magistratura.
Dalla magistratura al governo statale
Nel 2017 Moro aveva condannato Lula nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato, espressione portoghese traducibile come “Autolavaggio” e spesso accostata, per la portata dello scandalo, alla Mani Pulite italiana. Quella decisione lo aveva reso una delle figure più note della magistratura brasiliana.
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Successivamente Moro aveva lasciato la toga per entrare nell’esecutivo di Jair Bolsonaro. Tra il 2019 e il 2022 aveva ricoperto l’incarico di ministro della Giustizia e della Pubblica sicurezza, prima di proseguire il proprio percorso elettivo.
Il nuovo incarico dopo il Senato
Nel 2022 Moro era stato eletto senatore per il Paraná. Ora, con il successo ottenuto al primo turno, passa dalla rappresentanza parlamentare alla guida diretta dell’amministrazione regionale.
Il nuovo incarico lo riporta quindi al centro della politica del suo Stato natale, ma con una responsabilità più ampia rispetto a quella esercitata in Senato: dirigere l’esecutivo del Paraná dopo una carriera iniziata nella magistratura e proseguita ai vertici del governo nazionale.
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