Esami, il nuovo obiettivo: trasformare i dati in cure migliori
Al congresso Sibioc di Rimini, la Medicina di laboratorio indica una nuova direzione: più competenze, risultati comprensibili e tecnologie al servizio di decisioni cliniche efficaci.
La sfida non riguarda soltanto le macchine o la quantità di analisi effettuate, ma la capacità di trasformare ogni risultato in una decisione utile per il paziente. È questo il messaggio al centro del 58esimo congresso nazionale della Società italiana di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica – Medicina di laboratorio (Sibioc), in programma a Rimini dal 30 settembre al 2 ottobre.
Il fattore umano resta decisivo
Sabrina Buoro, presidente Sibioc, ha sottolineato che l’innovazione può produrre benefici concreti soltanto se accompagnata da professionisti preparati, responsabili e abituati a collaborare. «La Medicina di laboratorio basata sul valore non si realizza soltanto attraverso nuove tecnologie o nuovi modelli organizzativi», ha affermato, richiamando l’importanza della formazione continua, della leadership e della crescita delle competenze.
Il congresso sarà anche uno spazio dedicato ai giovani specialisti, considerati una componente essenziale per il futuro del settore. Sibioc prevede per loro occasioni di formazione, confronto e sviluppo professionale, oltre al sostegno alle attività della Divisione Young Scientist Sibioc.
Le tre giornate affronteranno temi che stanno modificando la medicina: il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, l’intelligenza artificiale, la sostenibilità ambientale dei laboratori e la medicina di precisione. Nel programma trovano posto anche l’evoluzione delle professionalità, il rapporto con la clinica e la collaborazione tra discipline diverse.
La diagnosi deve generare valore
In Italia vengono effettuati ogni anno quasi 2 miliardi di esami di laboratorio. Questi dati accompagnano prevenzione, diagnosi, controlli e trattamenti, ma la loro rilevanza non può essere misurata soltanto contando le prestazioni o valutando il prezzo di ciascuna analisi.
Il documento promosso da Sibioc, dedicato alla Medicina di laboratorio basata sul valore, propone di valutare il contributo del settore in rapporto agli esiti clinici e alla qualità dei percorsi assistenziali. Mario Plebani, autore del Manifesto ed ex presidente della Federazione europea di chimica clinica e medicina di laboratorio, ha spiegato che «il laboratorio deve essere considerato un autentico produttore di valore clinico per il paziente e per la comunità».
L’obiettivo indicato è fare in modo che ogni risultato analitico diventi un’informazione tempestiva, corretta e utilizzabile. Appropriatezza delle richieste, qualità dei processi, interpretazione omogenea dei referti e responsabilità degli specialisti sono ritenuti elementi indispensabili per ottenere cure più efficaci e sostenibili.
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Anche gli strumenti avanzati, compresa l’intelligenza artificiale, dovranno essere sottoposti al controllo di competenze specifiche. La crescente mole di dati dovrà essere selezionata, interpretata e verificata prima di sostenere decisioni terapeutiche personalizzate.
Referti più chiari per i cittadini
Un altro punto centrale dell’appuntamento di Rimini riguarda il modo in cui la Medicina di laboratorio comunica il proprio ruolo. Una sessione plenaria analizzerà il rapporto con cittadini, clinici e organizzazioni sanitarie, con particolare attenzione all’accesso diretto ai risultati attraverso strumenti digitali.
Numeri, intervalli di riferimento e probabilità non sono sempre facili da comprendere. Per questo, secondo Sibioc, le strutture sanitarie dovrebbero rendere i contenuti più leggibili e accompagnare i pazienti nell’interpretazione delle informazioni, evitando che un dato corretto venga utilizzato in modo improprio.
Referti uniformi, linguaggio adeguato al destinatario e rappresentazioni grafiche efficaci possono ridurre la distanza tra il risultato dell’esame e il suo significato. In questa prospettiva, la comunicazione non è un elemento accessorio, ma una parte della qualità complessiva del servizio.
Una rete oltre le singole discipline
Il congresso coinvolgerà numerose società scientifiche e organizzazioni italiane e internazionali, tra cui Sip, Sin, Sigu, Siapec-Iap, Fadoi, Fcsa, Sie, Simeu, Fiaso, Anmdo, Cneto, Igm, Iatdmct, Sarnepi, Gefi, Giseg, Eflm e Ifcc. La collaborazione punta a favorire percorsi assistenziali condivisi e una maggiore integrazione tra laboratorio e attività clinica.
Sibioc intende inoltre avviare iniziative specifiche per spiegare meglio il significato dei risultati e rafforzare le capacità comunicative degli operatori. A questo lavoro contribuisce la Divisione dedicata alla promozione e alla valorizzazione della disciplina, istituita nel 2021 e coordinata da Laura Sciacovelli.
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