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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Energia e Ucraina, il vertice Ue senza svolte ma con molte tensioni

I leader dei Ventisette si riuniscono per due giorni: sul tavolo caro energia, competitività, Ucraina, migrazioni e nuove regole per l’Unione.

Il Consiglio europeo di ottobre si apre con un paradosso: l’ordine del giorno è particolarmente ricco, ma a Bruxelles nessuno prevede decisioni immediate sui dossier principali. Il vertice, articolato eccezionalmente su due giornate, dovrebbe servire soprattutto a preparare il terreno per iniziative future.

A dominare il confronto potrebbe essere il costo dell’energia, tema politicamente delicato in diversi Stati membri e ancora più sensibile alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali. La Spagna di Pedro Sanchez, per esempio, andrà al voto il mese prossimo.

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Il caro energia mette i leader sotto pressione

La prima giornata, aperta dalla discussione sulla competitività, porterà al centro del confronto i prezzi dell’energia nell’Unione. La Commissione europea ha già indicato alcune ipotesi operative, tra cui il rinvio di parti delle norme sul metano e una revisione temporanea delle regole sugli aiuti di Stato.

Diversi governi chiedono però interventi più incisivi. Una fonte diplomatica ha descritto la situazione come una crescente frustrazione per la mancanza di progressi, sottolineando che non sembra esserci ancora una risposta europea paragonabile a quella adottata per il settore automobilistico. I leader potrebbero quindi sollecitare la Commissione a presentare nuove proposte per sostenere industria e competitività.


Bilanci e prezzo dell’elettricità

Nel confronto potrebbe entrare anche la richiesta di maggiore flessibilità di bilancio avanzata da Italia e Grecia attraverso due lettere inviate alla Commissione. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare il tema, pur non essendo formalmente inserito nell’agenda del Consiglio europeo.

Il dibattito si muove tuttavia entro margini ristretti. Da un lato, all’Italia viene riconosciuto l’impegno per uscire dalla procedura per deficit eccessivo; dall’altro, alcuni governi ritengono prematuro modificare regole del patto di stabilità appena entrate in vigore. Roma chiede comunque di utilizzare gli spazi già previsti dall’attuale quadro normativo, anche considerando l’impatto dell’inflazione.

Sul tavolo resta inoltre il funzionamento del mercato elettrico europeo. Il sistema, basato sul prezzo marginale e spesso legato al costo del gas, continua a produrre distorsioni già denunciate in passato anche da Mario Draghi.


Cina e controllo dei mercati

Durante il pranzo della prima giornata i leader affronteranno gli squilibri macroeconomici globali, formula con cui si fa riferimento soprattutto ai rapporti tra Unione europea e Cina. Il commissario al Commercio Maros Sefcovic riferirà anche alla luce della sua recente missione a Pechino.

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Bruxelles punta a mantenere aperto il dialogo con le autorità cinesi, ma valuta anche un rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Unione. Tra le ipotesi figura lo sviluppo di nuovi meccanismi, sulla linea indicata da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.

Sul fronte della competitività sarà fatto il punto sull’attuazione dell’agenda per un mercato europeo più integrato, definita dopo il vertice di Alden-Biesen. Gli Stati hanno raggiunto una posizione comune sul pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.

Il compromesso, però, lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati le piazze di Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente il proprio disappunto, giudicando poco ambiziosa la posizione dei governi.


Ucraina, difesa e migrazioni

La seconda giornata, con inizio previsto alle 10, sarà dedicata anzitutto all’Ucraina. Volodymyr Zelensky parlerà ai Ventisette degli ultimi sviluppi del conflitto, seguito da un confronto tra i capi di Stato e di governo. In seguito saranno esaminati difesa e sicurezza, anche in relazione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con diverso grado di certezza alla Russia.

Nel programma figurano poi il Medio Oriente e, durante il pranzo, le migrazioni. Al termine del vertice è prevista una conferenza stampa con Antonio Costa e Ursula von der Leyen, rispettivamente presidente del Consiglio europeo e presidente della Commissione europea.

Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-presiederà la riunione degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, ospiterà invece un incontro informale sulle cosiddette soluzioni innovative per la gestione dei flussi, compresi gli hub per i rimpatri nei Paesi terzi sul modello dei centri realizzati dall’Italia in Albania.

La Francia non prenderà parte all’incontro. Parigi considera impraticabile questo tipo di struttura per ragioni costituzionali e teme che il proprio sistema possa diventare più attrattivo per i migranti rispetto a quello degli altri Paesi dell’Unione.

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