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Energia e Ucraina, il vertice Ue cerca una svolta senza decisioni

A Bruxelles i leader europei affrontano caro energia, rapporti con la Cina, Ucraina e migrazioni, ma il summit dovrebbe servire soprattutto a preparare accordi futuri.

Il nodo dei prezzi dell’energia sarà probabilmente il tema più delicato del Consiglio europeo in programma a Bruxelles. I capi di Stato e di governo discuteranno anche di competitività, Cina, Ucraina, sicurezza, Medio Oriente e migrazioni, ma il vertice appare destinato più a orientare i prossimi passi che a produrre decisioni immediate.

Una fonte diplomatica europea descrive l’appuntamento come un incontro insolito: l’ordine del giorno è molto ampio e i lavori dureranno due giorni, nonostante la consuetudine del presidente Antonio Costa di concentrare il Consiglio in una sola giornata. Secondo la stessa valutazione, l’obiettivo sarà soprattutto creare le condizioni per decisioni successive.

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Il caro energia resta il dossier più sensibile

La discussione sui costi dell’energia dovrebbe concentrarsi anzitutto su interventi rapidi. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indicato, tra le possibili risposte, il rinvio di alcune norme sul metano e la modifica del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. I leader potrebbero chiedere alla Commissione di presentare ulteriori proposte, pur senza aspettarsi una soluzione risolutiva immediata.

Il malcontento tra alcuni governi è evidente. Una fonte diplomatica ha parlato di frustrazione per la mancanza di progressi e ha osservato che, a suo giudizio, sull’energia non stanno emergendo iniziative paragonabili a quelle adottate dalla Commissione durante la crisi dell’auto. Sul tavolo resta anche la riforma del sistema europeo di formazione del prezzo dell’elettricità, ancora legato al meccanismo marginale e spesso al costo del gas.

Italia e Grecia hanno chiesto maggiore flessibilità nei bilanci attraverso lettere inviate alla Commissione. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare il tema, anche se non figura formalmente nell’ordine del giorno. La richiesta italiana, viene ricordato, riguarda l’utilizzo degli spazi già previsti dalle regole e non una loro sospensione.

Una fonte europea ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, sottolineando però che l’attuale quadro del Patto di stabilità è ancora recente e che i mercati obbligazionari richiedono prudenza. La Commissione ha comunque indicato l’inflazione elevata tra gli elementi che possono essere presi in considerazione.


Competitività e Cina entrano nel confronto

La prima sessione del vertice sarà dedicata alla competitività. I leader faranno il punto sull’attuazione dell’agenda per un mercato europeo più integrato, elaborata dopo il vertice di Alden-Biesen, nelle Fiandre. Tra gli sviluppi citati c’è l’intesa raggiunta in Consiglio sul pacchetto relativo all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.

Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Esma due importanti piazze finanziarie: Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente la propria delusione per l’ambizione limitata dell’accordo, mentre a Bruxelles prevale la lettura secondo cui il negoziato rappresenta comunque un avanzamento.

Durante il pranzo, l’attenzione si sposterà sugli squilibri macroeconomici, formula con cui vengono indicati soprattutto i rapporti tra Unione europea e Cina. Le recenti missioni a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic saranno richiamate nel confronto. L’orientamento prevalente è mantenere aperto il dialogo, valutando allo stesso tempo se rafforzare gli strumenti di cui l’Unione dispone.

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Secondo un alto funzionario europeo, il confronto con Pechino ha prodotto alcuni risultati, ma i leader potrebbero chiedere anche la messa a punto di nuovi strumenti. Il tema si inserisce nella linea sostenuta, tra gli altri, da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron, favorevoli a un maggiore coordinamento europeo sul piano economico e commerciale.


Ucraina, difesa e migrazioni nella seconda giornata

La seconda parte del Consiglio sarà aperta dall’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, chiamato a riferire sugli ultimi sviluppi del conflitto. Dopo il suo intervento, i Ventisette discuteranno di sostegno a Kiev, difesa e sicurezza, con particolare attenzione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con vari livelli di certezza alla Russia.

Nel programma figurano anche il Medio Oriente e, durante il pranzo, le migrazioni. Al termine dei lavori sono previste le dichiarazioni conclusive di Antonio Costa e Ursula von der Leyen. Prima dell’avvio della riunione, Meloni copresiederà inoltre l’incontro degli Amici della Coesione.

La presidente del Consiglio parteciperà poi, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, a un confronto informale sulle cosiddette soluzioni innovative per la gestione dei flussi migratori. Tra queste rientrano gli hub per i rimpatri situati in Paesi terzi, modello già perseguito dall’Italia con i centri in Albania.

La Francia non prenderà parte all’incontro. Secondo la ricostruzione diplomatica, Parigi non potrebbe applicare quel modello per vincoli costituzionali e teme che ciò renda il Paese più attrattivo per i migranti rispetto agli altri Stati membri.


Il calendario dei lavori a Bruxelles

Il vertice prenderà il via alle 10, con l’arrivo dei leader previsto già dalle 8.30. In apertura sarà presente anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Dopo la competitività e l’energia, i capi di governo affronteranno il quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034.

La giornata proseguirà con una conferenza stampa e con una cena dedicata all’allargamento dell’Unione e alle riforme necessarie per accogliere nuovi membri. I lavori riprenderanno il giorno seguente alle 10, prima del confronto su Ucraina, sicurezza, Medio Oriente e migrazioni.

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