Energia e Ucraina, il vertice Ue cerca una strada ma senza svolte
A Bruxelles i leader affrontano caro energia, competitività, sicurezza e migrazioni, con l’obiettivo di preparare decisioni future più che chiudere accordi immediati.
Il tema più delicato del Consiglio europeo sarà il caro energia, ma dal vertice di Bruxelles non sono attese soluzioni definitive. I capi di Stato e di governo dell’Unione europea discuteranno per due giorni di competitività, rapporti con la Cina, Ucraina, difesa, Medio Oriente e migrazioni, cercando soprattutto di costruire le condizioni per decisioni successive.
L’appuntamento del 14 ottobre, insolitamente articolato su due giornate rispetto alle abitudini del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, viene descritto in ambienti diplomatici come un incontro particolare: l’ordine del giorno è molto ampio, ma nessuno prevede accordi risolutivi sui dossier principali.
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Il caro energia domina il confronto
I prezzi dell’energia saranno affrontati all’interno del capitolo dedicato alla competitività. La discussione dovrebbe concentrarsi sugli interventi immediati, mentre la Commissione europea ha già indicato alcune ipotesi, tra cui il rinvio di norme sul metano e una revisione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato.
Diversi governi chiedono però iniziative più incisive per difendere l’industria europea. Una fonte diplomatica ha definito frustrante la mancanza di progressi e ha sostenuto che, rispetto a quanto avvenuto durante la crisi dell’auto, Bruxelles stia mostrando poca capacità di reazione. Secondo la stessa fonte, “nessuno produce idee” e non si avverte l’impressione che si stia facendo abbastanza.
Sul tavolo potrebbe quindi arrivare anche la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci nazionali, avanzata ufficialmente da Italia e Grecia attraverso alcune lettere alla Commissione. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non essendo prevista formalmente nell’agenda del Consiglio europeo.
Roma cerca margini senza cambiare le regole
Una fonte europea ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, sottolineando quanto sia complesso riuscirci in una fase di crescita debole. Allo stesso tempo, ha escluso la necessità di modificare ora il patto di stabilità, considerato ancora recente e da valutare anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari.
La posizione italiana, tuttavia, riguarda una maggiore elasticità all’interno delle norme già esistenti. La Commissione ha ricordato che l’inflazione elevata può essere considerata tra gli elementi utili nella valutazione dei conti pubblici. Qualunque misura europea sul caro energia, però, dovrebbe ottenere il consenso unanime degli Stati membri.
Resta irrisolto anche il meccanismo con cui viene determinato il prezzo dell’elettricità nell’Unione, legato al costo marginale e spesso a quello del gas. È un problema già sollevato più volte da Mario Draghi quando era presidente del Consiglio italiano e che continua a influenzare la competitività delle imprese europee.
Competitività, mercato e rapporto con Pechino
I lavori si apriranno con una verifica sull’attuazione dell’agenda per un’Europa più integrata e per un mercato unico più efficace, definita dopo il vertice di Alden-Biesen. I leader prenderanno atto dell’intesa raggiunta in sede di Consiglio sul pacchetto relativo all’integrazione e alla vigilanza del mercato, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.
Il compromesso, però, lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati due importanti piazze finanziarie: Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente il proprio disappunto, mentre a Bruxelles prevale la lettura secondo cui il negoziato rappresenti comunque un passo avanti.
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Durante il pranzo i leader parleranno degli squilibri macroeconomici globali, formula con cui si fa riferimento soprattutto ai rapporti tra Unione europea e Cina. La missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic ha riaperto il dialogo, ma gli Stati intendono anche valutare se rafforzare gli strumenti europei di protezione economica, seguendo la direzione indicata da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.
Ucraina, difesa e migrazioni nella seconda giornata
La seconda parte del vertice sarà dedicata innanzitutto all’Ucraina. Volodymyr Zelensky illustrerà ai leader gli ultimi sviluppi del conflitto, seguito da uno scambio di opinioni tra i Ventisette. In seguito si parlerà di sicurezza e difesa, con particolare attenzione agli attacchi ibridi attribuiti con diverso grado di certezza alla Russia.
Nel programma figurano poi il Medio Oriente e, durante il pranzo, le migrazioni. Al termine dell’incontro è prevista una conferenza stampa con Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Prima dell’avvio della seconda giornata, Giorgia Meloni organizzerà insieme a Danimarca e Paesi Bassi un confronto informale sulle possibili soluzioni innovative per la gestione dei rimpatri. Tra le ipotesi rientrano gli hub situati in Paesi terzi, modello già seguito autonomamente dall’Italia con i centri in Albania.
La Francia non prenderà parte all’incontro. La sua Costituzione, secondo la ricostruzione diplomatica, non consentirebbe la realizzazione di strutture di quel tipo sul proprio territorio; Parigi teme inoltre che l’adozione del modello da parte di altri Paesi possa renderla più attrattiva per i migranti.
Due giorni di incontri senza decisioni finali
Il vertice sarà preceduto dalle riunioni dei principali partiti e gruppi europei: Partito popolare europeo, Partito socialista europeo e Renew si incontreranno nella mattinata del 15 ottobre, mentre i Patrioti si sono riuniti il giorno precedente nella sede del Vlaams Belang a Bruxelles.
La prima sessione del Consiglio comincerà alle 10, dopo l’arrivo dei leader previsto dalle 8.30. In apertura interverrà anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola; nel pomeriggio si passerà al quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, seguito da una conferenza stampa.
La cena sarà dedicata all’allargamento dell’Unione e alle riforme necessarie per accogliere nuovi membri. Il calendario fitto non cambia però l’aspettativa di fondo: il vertice dovrebbe soprattutto orientare i negoziati e preparare il terreno, senza produrre ancora decisioni conclusive.
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