Energia e industria, Meloni stringe il fronte Ue: la richiesta a Bruxelles
A Spalato l’Italia cerca una posizione comune su costi energetici, regole ambientali, coesione e agricoltura in vista dei prossimi appuntamenti europei.
La tutela della Politica Agricola Comune e dei fondi di Coesione sarà uno dei dossier centrali del vertice Med9 in programma domani a Spalato. Giorgia Meloni punta a rafforzare il fronte dei Paesi mediterranei anche sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, tema sul quale molti dei leader presenti condividono la necessità di mantenere risorse adeguate.
Il fronte mediterraneo cerca una linea comune
Alla riunione parteciperanno Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia e Croazia. L’incontro sarà diviso in tre sessioni e si chiuderà con un documento condiviso, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen prenderà parte ai lavori.
Meloni potrà inoltre contare sul sostegno dei Paesi che hanno aderito alla lettera degli «Amici della Coesione», firmata da 17 Stati a marzo e inviata alle istituzioni europee. L’obiettivo è preservare le politiche dedicate alla riduzione dei divari territoriali e al settore agricolo, che la premier intende difendere nel confronto sul prossimo bilancio dell’Unione.
Bruxelles sotto pressione sulle regole
Il confronto tra i governi ruota anche attorno alla richiesta di cancellare o correggere gli obblighi europei ritenuti inutili, eccessivi o dannosi. I 19 Paesi coinvolti hanno indicato questa strada come necessaria per migliorare la capacità dell’Unione di competere a livello globale, favorendo al tempo stesso condizioni più equilibrate per le imprese e un accesso più semplice ai mercati internazionali.
Per Meloni il nodo più urgente resta quello dell’energia. La presidente del Consiglio aspetta una risposta di Ursula von der Leyen alla lettera con cui ha chiesto maggiore margine di manovra rispetto agli effetti dell’inflazione, mentre prova a costruire consensi in vista del Consiglio europeo del 14-15 ottobre.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La proposta italiana sul sistema Ets
Tra le misure rilanciate dalla premier figura una revisione articolata in sei punti del sistema Ets, elaborata insieme al primo ministro ceco Andrej Babiš. Il piano comprende un possibile ricorso alla Riserva di stabilità del mercato per attenuare l’impatto sui costi industriali e una protezione rafforzata per comparti esposti come ceramica, acciaio e cemento, anche attraverso un uso temporaneo più flessibile delle quote gratuite.
L’Italia propone inoltre interventi provvisori per frenare il trasferimento del prezzo della CO2 sull’elettricità all’ingrosso e deroghe temporanee alle regole che rischiano di complicare gli approvvigionamenti. Nel pacchetto rientra anche il rinvio dell’Ets2, oggi previsto nel 2028, e del regolamento europeo sul metano, la cui applicazione è fissata al 1° gennaio 2027. Secondo le preoccupazioni condivise anche da Francia e Germania, questi vincoli potrebbero rendere più costoso il ricorso a fornitori alternativi.
Diciannove governi chiedono interventi
La posizione è stata discussa nella videoconferenza dedicata alla competitività, copresieduta da Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever. Oltre a Italia, Germania e Belgio, hanno partecipato Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.
Palazzo Chigi ha riferito che Meloni ha chiesto al vertice europeo di produrre «indicazioni politiche chiare e concrete» per contenere la spesa energetica e salvaguardare la forza dell’industria europea. Il confronto di domani a Spalato servirà così a consolidare una posizione comune prima delle decisioni attese a metà ottobre.
Continua a leggere
Ghedi, il nodo delle bombe atomiche: perché sui piani è buio
Nella base bresciana sarebbero custodite armi nucleari statunitensi, mentre istituzioni locali e cittadini denunciano l’assenza di informazioni e di procedure pubbliche per le emergenze.
Preferenze dimezzate e meno donne: cosa cambia davvero in Parlamento
Gli elettori potranno indicare alcuni candidati, ma i capilista resteranno scelti dai partiti e limiteranno il peso effettivo del voto personale.
7 ottobre, l’ex intelligence accusa Netanyahu: così Hamas è cresciuta
Danny Citrinowicz, per 25 anni nell’intelligence militare israeliana, ricostruisce gli errori di valutazione e il ruolo del premier nel rafforzamento di Hamas.
Tigray, il fronte si riaccende: Asmara rischia il ritiro
Le accuse di Addis Abeba sulla presenza militare eritrea nel Tigray riaprono il confronto sul controllo della regione e sull’accesso dell’Etiopia al Mar Rosso.