Emissioni ai massimi: il clima rischia 2,8 gradi entro il 2100
Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite chiede tagli drastici alle emissioni e avverte: gli impegni attuali non bastano a rispettare l’Accordo di Parigi
La distanza tra gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e le politiche realmente adottate dai governi continua ad ampliarsi. Nel 2025 le emissioni mondiali di gas serra sono rimaste a livelli record e, con le misure oggi in vigore, la temperatura media globale potrebbe aumentare di 2,8 gradi entro la fine del secolo.
GioiaPura
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Tagli sempre più urgenti
Il rapporto delle Nazioni Unite indica la dimensione dello sforzo necessario: rispetto ai valori del 2025, le emissioni dovrebbero scendere del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040. Si tratta delle riduzioni indispensabili per contenere il riscaldamento e limitare il periodo oltre la soglia di 1,5 gradi.
Anche nell’ipotesi in cui tutti i contributi nazionali annunciati dagli Stati venissero rispettati, accompagnati da iniziative analoghe, l’aumento della temperatura arriverebbe comunque a 2,6 gradi entro il 2100. Se invece le politiche attuali non cambiassero, la crescita potrebbe toccare i 2,8 gradi e proseguire oltre quella soglia.
Guterres: impegni ancora insufficienti
Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha definito molto grave il quadro emerso dal rapporto. «Le emissioni restano a livelli record e i piani nazionali per il clima, insieme alle politiche attuali, sono pericolosamente insufficienti», ha detto durante la presentazione dello studio.
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L’analisi, intitolata “Rapporto sul divario delle emissioni: il punto di ritorno”, si concentra sul divario tra la traiettoria determinata dagli impegni dei governi e quella compatibile con l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi. Ogni ulteriore frazione di grado, sottolineano gli autori, aumenta i danni e può provocare trasformazioni irreversibili nelle calotte glaciali, nelle barriere coralline e nella circolazione degli oceani.
La prova del vertice di Antalya
Il tema tornerà al centro dei lavori della Cop31, la conferenza annuale delle Nazioni Unite dedicata al cambiamento climatico, in programma tra tre settimane ad Antalya, in Turchia. All’incontro parteciperanno i Paesi che hanno aderito alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Ogni anno, nelle settimane che precedono il vertice, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente pubblica una valutazione del divario tra gli obiettivi dichiarati e i risultati necessari per rispettare l’Accordo di Parigi. L’edizione 2026 segnala che il margine di tempo si sta riducendo e che per tornare verso 1,5 gradi entro la fine del secolo servono interventi più rapidi e profondi.
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