Clima, il conto del 2025: la Terra punta a +2,6°C
Le emissioni globali restano ai massimi e gli impegni attuali non bastano: con le politiche in vigore il riscaldamento potrebbe arrivare a 2,8°C entro il 2100.
Il limite di 1,5°C fissato dall'Accordo di Parigi appare ormai fuori portata, mentre le emissioni globali di gas serra hanno conservato livelli record anche nel 2025. È questo il quadro tracciato dall'ultimo rapporto delle Nazioni Unite sul divario tra gli obiettivi climatici e le misure effettivamente adottate.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
La traiettoria porta oltre i 2,6°C
Anche se tutti i Paesi rispettassero gli impegni di riduzione già annunciati, la temperatura media mondiale aumenterebbe di 2,6°C rispetto all'epoca preindustriale entro la fine del secolo. Considerando invece soltanto le politiche attualmente in vigore, la crescita potrebbe arrivare a 2,8°C, circa il doppio del riscaldamento osservato finora.
Le stime sono peggiorate rispetto al rapporto precedente, che indicava una forbice compresa tra 2,3°C e 2,5°C. Tra i fattori citati figurano l'uscita degli Stati Uniti, secondo emettitore mondiale, dall'Accordo di Parigi e l'aggiornamento dei calcoli sulle emissioni accumulate nel corso della storia.
Antonio Guterres, intervenuto alla presentazione del documento, ha avvertito: «Le emissioni restano su livelli record». Il segretario generale delle Nazioni Unite ha aggiunto che i piani nazionali e le politiche già operative sono «pericolosamente insufficienti», con una prospettiva di aumento compresa tra 2,6°C e 2,8°C.
Chi inquina di più cambia passo
I dati preliminari relativi al 2025 mostrano andamenti differenti tra i sei principali emettitori. Le emissioni risultano in crescita negli Stati Uniti, in Indonesia e in Cina, mentre sono diminuite in India, Russia e nell'Unione Europea.
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Il rapporto attribuisce ai Paesi ricchi del G20 circa tre quarti delle emissioni mondiali e giudica insufficiente l'azione climatica portata avanti negli ultimi decenni. Secondo il documento, il mondo è ormai «pericolosamente lontano dall'obiettivo» e non sarebbe più possibile evitare il superamento della soglia di 1,5°C.
Esiste ancora una via più ambiziosa
Lo studio individua comunque uno scenario meno negativo. Con una drastica accelerazione degli interventi, il riscaldamento potrebbe raggiungere un picco tra 1,7°C e 1,8°C, per poi ridiscendere sotto 1,5°C entro il 2100.
Per avvicinarsi a questa prospettiva, le emissioni del 2025 dovrebbero diminuire del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040. Gli impegni attuali produrrebbero invece tagli molto più contenuti: tra il 5% e l'8% nel 2030 e tra l'11% e il 15% nel 2035.
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