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Attualità 2 min di lettura48 min fa

Clima, il conto delle promesse: +2,6°C entro il 2100

L’analisi dell’Onu avverte che gli impegni attuali non bastano: servono tagli rapidi alle emissioni per contenere il superamento della soglia di 1,5°C.

La traiettoria climatica attuale porta verso un aumento della temperatura globale compreso tra 2,6°C e 2,8°C entro la fine del secolo. Anche il pieno rispetto degli impegni presentati dai governi non sarebbe quindi sufficiente a mantenere il riscaldamento entro i limiti indicati dalla scienza.

Per cambiare rotta servirebbe una riduzione delle emissioni di carbonio di circa il 18% entro il 2030 e del 45% entro il 2045. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, questi tagli offrirebbero una possibilità concreta di fermare l’aumento a circa 1,7°C rispetto all’epoca preindustriale.

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Emissioni ferme, ma ancora troppo alte

Nel 2025 le emissioni globali di gas serra sono rimaste sostanzialmente sugli stessi valori dell’anno precedente. Gli esperti del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente considerano il dato una possibile stabilizzazione, ma non parlano ancora di un punto massimo raggiunto.

Le incertezze legate agli equilibri internazionali e il crescente ricorso ai combustibili fossili rendono infatti difficile stabilire se la fase di crescita si sia davvero arrestata. La diffusione delle fonti rinnovabili procede rapidamente, ma non ha ancora compensato il peso delle fonti più inquinanti.


Guterres: piani ancora insufficienti

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha presentato il rapporto sul divario tra gli obiettivi climatici e le misure effettivamente adottate. Secondo il suo giudizio, i programmi nazionali di riduzione delle emissioni restano troppo lontani da ciò che sarebbe necessario.

«Le emissioni sono ancora a livelli record. I piani climatici nazionali e le politiche attuali sono pericolosamente insufficienti», ha detto Guterres durante la presentazione. Le strategie di lungo periodo, rileva il documento, non si sono tradotte in interventi immediati capaci di produrre una riduzione adeguata.

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La soglia di 1,5°C è già a rischio

Il rapporto ritiene ormai chiusa la possibilità di rispettare senza deviazioni la finestra originaria per mantenere il riscaldamento entro 1,5°C. Rimane però l’obiettivo di limitare il più possibile il superamento della soglia e di ridurne la durata.

Un aumento contenuto intorno a 1,7°C non eliminerebbe fenomeni estremi come le ondate di calore osservate negli ultimi mesi, che potrebbero diventare più frequenti. Potrebbe tuttavia evitare un peggioramento molto più rapido e grave degli impatti climatici.


L’appello a non arrendersi

Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ha ricordato che gli avvertimenti sul tempo ormai limitato arrivano da anni. A suo avviso, i governi non hanno compiuto lo sforzo necessario quando esisteva ancora una possibilità concreta di rispettare il limite di Parigi.

«Non è il momento di gettare la spugna e arrendersi», ha dichiarato Andersen. L’obiettivo, ha aggiunto, deve essere rendere il superamento della soglia il più breve possibile e individuare rapidamente un percorso che permetta di tornare verso livelli di riscaldamento più contenuti.

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