Clima, il conto delle promesse: +2,6°C entro il 2100
L’analisi dell’Onu avverte che gli impegni attuali non bastano: servono tagli rapidi alle emissioni per contenere il superamento della soglia di 1,5°C.
La traiettoria climatica attuale porta verso un aumento della temperatura globale compreso tra 2,6°C e 2,8°C entro la fine del secolo. Anche il pieno rispetto degli impegni presentati dai governi non sarebbe quindi sufficiente a mantenere il riscaldamento entro i limiti indicati dalla scienza.
Per cambiare rotta servirebbe una riduzione delle emissioni di carbonio di circa il 18% entro il 2030 e del 45% entro il 2045. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, questi tagli offrirebbero una possibilità concreta di fermare l’aumento a circa 1,7°C rispetto all’epoca preindustriale.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Emissioni ferme, ma ancora troppo alte
Nel 2025 le emissioni globali di gas serra sono rimaste sostanzialmente sugli stessi valori dell’anno precedente. Gli esperti del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente considerano il dato una possibile stabilizzazione, ma non parlano ancora di un punto massimo raggiunto.
Le incertezze legate agli equilibri internazionali e il crescente ricorso ai combustibili fossili rendono infatti difficile stabilire se la fase di crescita si sia davvero arrestata. La diffusione delle fonti rinnovabili procede rapidamente, ma non ha ancora compensato il peso delle fonti più inquinanti.
Guterres: piani ancora insufficienti
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha presentato il rapporto sul divario tra gli obiettivi climatici e le misure effettivamente adottate. Secondo il suo giudizio, i programmi nazionali di riduzione delle emissioni restano troppo lontani da ciò che sarebbe necessario.
«Le emissioni sono ancora a livelli record. I piani climatici nazionali e le politiche attuali sono pericolosamente insufficienti», ha detto Guterres durante la presentazione. Le strategie di lungo periodo, rileva il documento, non si sono tradotte in interventi immediati capaci di produrre una riduzione adeguata.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La soglia di 1,5°C è già a rischio
Il rapporto ritiene ormai chiusa la possibilità di rispettare senza deviazioni la finestra originaria per mantenere il riscaldamento entro 1,5°C. Rimane però l’obiettivo di limitare il più possibile il superamento della soglia e di ridurne la durata.
Un aumento contenuto intorno a 1,7°C non eliminerebbe fenomeni estremi come le ondate di calore osservate negli ultimi mesi, che potrebbero diventare più frequenti. Potrebbe tuttavia evitare un peggioramento molto più rapido e grave degli impatti climatici.
L’appello a non arrendersi
Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ha ricordato che gli avvertimenti sul tempo ormai limitato arrivano da anni. A suo avviso, i governi non hanno compiuto lo sforzo necessario quando esisteva ancora una possibilità concreta di rispettare il limite di Parigi.
«Non è il momento di gettare la spugna e arrendersi», ha dichiarato Andersen. L’obiettivo, ha aggiunto, deve essere rendere il superamento della soglia il più breve possibile e individuare rapidamente un percorso che permetta di tornare verso livelli di riscaldamento più contenuti.
Continua a leggere
Emissioni ai massimi: il clima rischia 2,8 gradi entro il 2100
Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite chiede tagli drastici alle emissioni e avverte: gli impegni attuali non bastano a rispettare l’Accordo di Parigi
Clima, l’allarme dell’Onu: +2,8 gradi entro il 2100
Le politiche attuali non bastano: anche rispettando gli impegni annunciati dagli Stati, il riscaldamento globale resterebbe ben oltre i limiti fissati dall’Accordo di Parigi.
Clima, il conto del 2025: la Terra punta a +2,6°C
Le emissioni globali restano ai massimi e gli impegni attuali non bastano: con le politiche in vigore il riscaldamento potrebbe arrivare a 2,8°C entro il 2100.
Niguarda, il conto della carenza: oltre 206mila euro per nove infermieri
Una sentenza impone il rispetto dei turni e dei riposi nella Cardiologia 1-2, riconoscendo risarcimenti per il sovraccarico imposto al personale tra il 2021 e il 2025.