Elisa, il cuore spezzato diventa arte: il viaggio di Kintsugi
Un mediometraggio accompagna il nuovo album e racconta la trasformazione personale della cantautrice dopo la fine della relazione con Andrea Rigonat.
La fine di una storia lunga 18 anni diventa per Elisa il punto di partenza di un racconto tra musica, immagini e introspezione. Nel mediometraggio “Kintsugi… e sono la mia opera”, la cantautrice affronta la solitudine e il dolore senza nasconderli, trasformandoli in materia creativa.
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Il dolore entra nel racconto
Elisa, protagonista e voce narrante del film, conduce il pubblico dentro un percorso sospeso tra ambienti reali e scenari onirici. Le canzoni dell’album non fanno soltanto da colonna sonora: diventano passaggi simbolici verso stati d’animo e parti della propria identità ancora da esplorare.
Il progetto arriva dopo l’ufficializzazione della separazione da Andrea Rigonat, musicista con cui Elisa ha condiviso 18 anni e due figli: Emma Cecile, nata nel 2009, e Sebastian, nato nel 2013. Nel filmato promozionale, la cantautrice racconta di essere stata costretta a guardarsi dentro e sintetizza il nuovo capitolo con una frase netta: “Giorno dopo giorno, sono sola”.
Una rinascita senza retorica
Il titolo richiama l’arte giapponese del kintsugi, che ripara gli oggetti spezzati lasciando visibili le fratture. Anche il film segue questa direzione: il dolore non viene cancellato, ma accolto come parte di una trasformazione. Elisa parla del cuore infranto come di un’esperienza legata alla tenerezza e descrive le lacrime come qualcosa da custodire, non da nascondere.
Nel finale del filmato, l’artista lega la propria ripartenza alla forza dell’anima, considerata il luogo da cui possono nascere amore e arte. La dichiarazione conclusiva racchiude il senso dell’intero lavoro: “Sono libera e liberata e sono la mia opera”.
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Film e album hanno la stessa origine
“Kintsugi… e sono la mia opera” non è un semplice contenuto realizzato dietro le quinte della produzione musicale. Il mediometraggio è stato sviluppato insieme all’album “Kintsugi” e ne amplia il significato attraverso spazi teatrali, paesaggi interiori e immagini costruite attorno alle emozioni delle canzoni.
La regia è firmata da Ludovico Boccianti. Le prime immagini ufficiali e il filmato promozionale sono già disponibili, mentre l’opera sarà presentata venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, durante la 21esima Festa del Cinema di Roma, nella sezione Proiezioni speciali.
Il disco da cui nasce il progetto uscirà invece il 27 novembre. La pubblicazione dell’album e la proiezione del mediometraggio compongono così un unico percorso, nel quale la vicenda personale di Elisa viene raccontata attraverso musica, parola e visione.
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