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Attualità 1 min di lettura55 min fa

Eisenkot sfida Netanyahu: il timore delle accuse dopo il voto

Il leader di Yashar! chiude la campagna davanti ai rilevamenti, ma la coalizione resta incerta sulla possibilità di governare anche senza una maggioranza piena.

A preoccupare il campo di Eisenkot non è soltanto il risultato delle urne, ma anche ciò che potrebbe accadere subito dopo. I suoi collaboratori temono infatti che Netanyahu possa contestare la regolarità del voto nei seggi arabi, qualora l’esito non fosse favorevole.

L’ex capo di Stato maggiore ha attaccato duramente il premier durante l’ultimo appuntamento pubblico della campagna: «Netanyahu non esiterà a ricorrere a qualsiasi stratagemma pur di restare al potere».

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Il fronte di Eisenkot resta diviso

I sondaggi indicano Eisenkot in vantaggio, ma il dato non basta a sciogliere i dubbi sulla futura maggioranza. Tra i suoi alleati manca ancora la certezza che il blocco possa trasformare il risultato elettorale in un esecutivo stabile.

Per questo, tra gli scenari considerati, circola anche l’ipotesi di un governo di minoranza. Una soluzione possibile sul piano politico, ma che gli stessi sostenitori del leader di Yashar! guardano con cautela.

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L’ultimo appello prima delle urne

Eisenkot, 66enne ed ex capo di Stato maggiore, ha tenuto ieri il comizio conclusivo prima delle elezioni israeliane in programma domani. L’appuntamento ha rappresentato l’ultima occasione per rivolgersi agli elettori e rilanciare la sfida a Netanyahu.

Il voto si presenta dunque come un passaggio decisivo non soltanto per stabilire chi sarà davanti nei consensi, ma anche per capire se il vantaggio attribuito dai rilevamenti potrà tradursi in una maggioranza effettiva. Sullo sfondo resta il timore, espresso dall’entourage di Eisenkot, di una contestazione del risultato nei seggi arabi.

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