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Attualità 3 min di lettura7 ore fa

Benevento, il gelo non spegne la sfida a Mastella: cosa succede ora

A Benevento quasi 500 persone hanno manifestato contro il sindaco, mentre l’inchiesta sugli appalti e il silenzio dei Cinque Stelle alimentano la tensione politica

L’appuntamento con Giuseppe Conte, previsto a Benevento per il 26 ottobre, è saltato prima ancora di svolgersi. L’incontro per presentare il libro «Una nuova primavera» è stato annullato il 23 ottobre e rinviato a data da destinarsi a causa della crisi provocata dalle proteste degli autotrasportatori. La sua eventuale visita avrebbe potuto accendere ulteriormente il confronto sul futuro di Clemente Mastella: nei giorni precedenti era circolata l’ipotesi di un incontro tra l’ex presidente del Consiglio e il sindaco, anche alla luce dei buoni rapporti tra i due e del voto con cui Sandra Lonardo sostenne il governo Conte nel 2021.

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Il fronte politico resta diviso

La manifestazione contro Mastella si inserisce in un quadro delicato per il centrosinistra campano. Il sindaco di Benevento e il suo partito, Noi di Centro, fanno parte dello stesso spazio politico in cui Roberto Fico e Gaetano Manfredi guidano rispettivamente Regione Campania e Comune di Napoli con maggioranze che comprendono anche Ndc.

A livello locale, invece, il Movimento 5 Stelle non ha assunto una posizione riconoscibile. In corso Garibaldi erano presenti alcuni attivisti, ma soltanto a titolo personale. Il documento diffuso dal coordinatore provinciale Gabriele Iarusso, lungo 3.600 battute, non chiariva se il movimento intendesse sostenere o respingere la richiesta di dimissioni. I promotori avevano preparato per Conte un volantino con una sintesi delle vicende giudiziarie legate ad appalti e concorsi pubblici. L’incontro annullato ha rimandato anche quel confronto.


La magistratura osserva Palazzo Mosti

Al centro della contestazione c’è l’inchiesta sulla cosiddetta Tangentopoli beneventana. Gennaro Santamaria, già capo di gabinetto del sindaco, è stato arrestato il 30 marzo con accuse di corruzione e concussione riferite a contratti e affidamenti pubblici. Nella sua abitazione sarebbero stati trovati 170.000 euro; sui dispositivi sequestrati gli investigatori hanno inoltre rintracciato annotazioni su spese elettorali di Noi di Centro e nominativi associati a possibili segnalazioni per concorsi.

Le dichiarazioni di Santamaria hanno portato i pubblici ministeri a disporre perquisizioni nei confronti di 17 persone, tra cui dirigenti comunali impegnati in settori considerati strategici. Santamaria ha chiamato in causa diversi soggetti, ma ha precisato che Mastella, non indagato, non sarebbe stato a conoscenza dell’origine del denaro usato per la propaganda del partito. A novembre sono previsti gli incidenti probatori e i legali attendono il CD contenente 32 ore di registrazioni delle sue confessioni. In passato, parlando ad Avellino, Mastella aveva definito l’ex collaboratore «il servo infedele».

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La protesta arriva in Prefettura

La mobilitazione di domenica 25 ottobre ha raccolto quasi 500 partecipanti. Il corteo, promosso dalle opposizioni consiliari — Partito Democratico, Sinistra Italiana e liste civiche di centrosinistra — si è formato davanti alla biblioteca comunale e ha raggiunto la Prefettura, con cartelli che invocavano la sfiducia del sindaco e la caduta della giunta.

Il freddo intenso e i problemi all’impianto audio utilizzato per gli interventi davanti all’ufficio territoriale del governo hanno ridotto progressivamente il numero dei presenti. Tra i manifestanti figurava anche Umberto Del Basso De Caro, ex parlamentare e figura storica del potere politico sannita, per anni protagonista di rapporti trasversali nella città.


In Consiglio la sfida può continuare

Francesco Farese, consigliere del Partito Democratico e tra gli organizzatori della manifestazione, ha sostenuto che l’amministrazione sia ormai bloccata. «Il Comune è ormai alla paralisi, chiederemo di discuterne in consiglio presentando le motivazioni della sfiducia a questa amministrazione», ha dichiarato.

La partecipazione non ha raggiunto dimensioni imponenti, ma per gli organizzatori rappresenta comunque un segnale in una città descritta come poco incline alla mobilitazione e tradizionalmente vicina al sindaco. Ora l’opposizione punta a portare formalmente in aula le ragioni della sfiducia, mentre l’inchiesta giudiziaria e l’assenza di una linea chiara dei Cinque Stelle mantengono aperta la frattura politica.

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