739notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Tumore al polmone, divarasib cambia la sfida Kras G12C: i dati

Lo studio Krascendo 1 indica per la terapia di Roche vantaggi rilevanti su sopravvivenza, progressione e risposta rispetto ai trattamenti già disponibili.

Roche sta lavorando con le autorità regolatorie per portare divarasib nei Paesi in cui opera, Italia compresa. Il farmaco è già al centro di un programma clinico di fase 3 che ne valuta l’impiego sia da solo sia in combinazioni senza chemioterapia, in diverse fasi della malattia e linee di trattamento.

Alessandro Morabito, direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia clinica sperimentale toraco-polmonare dell’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione “G. Pascale” di Napoli, ha sottolineato che per i pazienti con mutazione Kras G12C resta un bisogno terapeutico non soddisfatto. «I risultati dello studio Krascendo 1 mostrano chiaramente la superiorità di divarasib rispetto agli standard attuali nel migliorare in modo significativo la prognosi dei pazienti pretrattati», ha affermato.

Offerta del giorno26 ottobre

Douglas

-20% su tanti prodotti da Douglas

Scade tra 2 giorni
*********


Una mutazione ancora difficile da trattare

La variante Kras G12C interessa circa un paziente su otto tra quelli colpiti da tumore del polmone non a piccole cellule. Le evidenze disponibili indicano inoltre che questa alterazione può associarsi a una prognosi meno favorevole rispetto ai casi in cui il gene Kras non presenta mutazioni.

Per questa ragione, anche dopo l’arrivo degli inibitori di prima generazione, rimane spazio per trattamenti più efficaci. Divarasib è una terapia orale selettiva di nuova generazione, messa a punto nei laboratori Roche e Genentech per agire proprio sulla mutazione Kras G12C.

Nel 2022 la statunitense Fda ha assegnato al farmaco la designazione di terapia innovativa e, nel 2026, quella di medicinale orfano per il tumore polmonare non a piccole cellule con mutazione Kras G12C. L’azienda ha inoltre avviato ulteriori studi per verificarne il possibile impiego in contesti clinici differenti.


Sopravvivenza e risposte più alte

I risultati arrivano da Krascendo 1, studio internazionale di fase 3 presentato al congresso Esmo 2026 di Madrid e pubblicato nello stesso momento sul New England Journal of Medicine. La ricerca ha coinvolto 338 adulti con malattia localmente avanzata o metastatica, già sottoposti ad almeno un trattamento precedente.

Dopo un monitoraggio mediano di 14,3 mesi, divarasib ha ridotto del 44% il rischio di morte rispetto a sotorasib o adagrasib. La sopravvivenza globale mediana si è attestata intorno ai 18 mesi, contro i 12 mesi osservati nel gruppo di confronto.

Anche il controllo della malattia ha mostrato un vantaggio: il rischio combinato di progressione o decesso è risultato inferiore del 42%. Il beneficio è rimasto sostanzialmente coerente nei diversi sottogruppi clinici analizzati, senza dipendere dall’espressione di Pd-L1 o dallo stato mutazionale di Keap1.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La percentuale di pazienti che ha ottenuto una risposta obiettiva è stata del 58,4% con divarasib, quasi il doppio rispetto al 32,3% registrato con le terapie di confronto. Ferdinandos Skoulidis del MD Anderson Cancer di Houston, presentando i dati, ha dichiarato: «Divarasib rappresenta un nuovo standard di cura per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato o metastatico con mutazione Kras G12C, precedentemente trattato».


Meno interruzioni per gli effetti avversi

Il profilo di sicurezza è stato giudicato gestibile e compatibile con quello noto per gli inibitori di Kras G12C. Tra gli effetti indesiderati più frequenti sono comparsi disturbi gastrointestinali, soprattutto diarrea, nausea e vomito, oltre a problemi epatici.

Nel gruppo trattato con divarasib, soltanto il 4,8% dei partecipanti ha interrotto la terapia a causa di eventi avversi correlati al trattamento, contro l’11,7% osservato con sotorasib o adagrasib. Anche gli eventi avversi gravi sono stati meno frequenti: 7,8% rispetto al 15,2%.

La durata mediana della terapia ha raggiunto 11,3 mesi con divarasib, mentre si è fermata a 5,0 mesi nel gruppo di confronto. I dati sono stati ottenuti in uno studio multicentrico, randomizzato e in aperto: 167 pazienti hanno ricevuto divarasib una volta al giorno, mentre 171 sono stati assegnati a sotorasib una volta al giorno oppure ad adagrasib due volte al giorno.


Il confronto con le cure disponibili

Krascendo 1 è il primo studio clinico globale di confronto diretto tra un inibitore di Kras G12C e i medicinali di prima generazione già approvati per questa indicazione. La sperimentazione ha raggiunto l’obiettivo principale e i principali obiettivi secondari, documentando miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti sia nella sopravvivenza globale sia nel periodo libero da progressione.

I risultati sono stati illustrati durante una sessione plenaria del congresso europeo di oncologia medica che si è svolto a Madrid il 26 ottobre 2026. Secondo gli autori, l’insieme dei dati potrebbe sostenere l’adozione di divarasib come nuovo riferimento terapeutico per i pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule avanzato o metastatico, portatori della mutazione Kras G12C e già trattati in precedenza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere