Brasile, la sfida di Lula: sicurezza, rete e un’eredità pesante
Il nuovo presidente dovrà trattare con un Parlamento conservatore mentre prepara interventi su criminalità, piattaforme digitali, scuola e sanità
La sconfitta ha interrotto, almeno per ora, la lunga presenza istituzionale di Flavio Bolsonaro. Il senatore, figlio maggiore di Jair, non ricoprirà più un incarico elettivo dopo oltre vent’anni: il mandato nella Camera alta terminerà alla fine di gennaio 2027, mentre la candidatura alla presidenza gli ha impedito di concorrere nuovamente per il seggio.
Nel frattempo Luiz Inacio Lula da Silva ha già indicato uno dei progetti più ambiziosi del prossimo mandato: realizzare il primo ospedale intelligente del Brasile. L’obiettivo dichiarato riguarda soprattutto la cura dei tumori e l’uso della tecnologia in sanità, con l’idea di creare anche 15 unità di terapia intensiva dotate di sistemi avanzati per ridurre i decessi legati alla mancanza di assistenza tempestiva.
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Il ritorno di Lula parte dalla sanità
Il piano sanitario è stato collegato da Lula al sostegno finanziario di Dilma Rousseff, oggi alla guida dell’istituzione finanziaria dei Brics. Il presidente eletto sostiene che il Brasile possa diventare il Paese con la più alta quota di trattamenti oncologici efficaci, senza però fornire ulteriori dettagli operativi sul progetto ospedaliero.
La sanità non sarà l’unico settore investito dalla trasformazione digitale. Lula ha spiegato che nel nuovo ciclo di governo la comunicazione attraverso la rete avrà un peso maggiore e che l’esperienza della campagna elettorale lo avrebbe convinto a modificare il proprio metodo di governo.
Scuola e tecnologia, il doppio obiettivo
Tra le priorità figura anche l’estensione dell’istruzione obbligatoria fino alla scuola secondaria. Il programma prevede inoltre un rafforzamento degli studi matematici e ingegneristici, considerati essenziali per sviluppare competenze nazionali nel campo dell’intelligenza artificiale.
Lula vuole evitare che il Brasile dipenda interamente dalle tecnologie realizzate in Cina o negli Stati Uniti. Per questo ha proposto di sfruttare la disponibilità di energia rinnovabile del Paese e di attrarre centri di calcolo capaci di gestire e conservare grandi quantità di dati, con l’ambizione di sviluppare una soluzione brasiliana.
La battaglia contro le piattaforme
Il presidente ha posto la regolamentazione delle grandi società tecnologiche tra i primi dossier del mandato. Durante la campagna, il suo staff aveva accusato Meta di avere applicato più volte un algoritmo capace di ridurre la visibilità dei contenuti favorevoli a Lula, fino a renderli difficili da trovare sulle piattaforme controllate dall’azienda, tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp.
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Lula ha sostenuto che i reati commessi nell’ambiente digitale debbano ricevere un trattamento paragonabile a quello dei crimini tradizionali. Ha inoltre contestato il peso economico e politico delle multinazionali del settore, accusandole di generare enormi profitti, versare poche imposte in Brasile e tentare di condizionare il voto.
Sicurezza e numeri del Parlamento
Sul fronte della criminalità, il nuovo presidente intende ricreare un ministero della Sicurezza e riportare allo Stato federale una responsabilità oggi affidata soprattutto ai singoli Stati. La promessa era centrale anche nella campagna di Flavio Bolsonaro. Lula ha sostenuto che l’attuale assetto, derivato dalla Costituzione del 1988, non abbia prodotto risultati sufficienti e ha sintetizzato la linea annunciata così: «Ai lavoratori garantiremo protezione. Ai criminali, invece, garantiremo il carcere».
La governabilità dipenderà però dall’assemblea uscita dalle elezioni legislative. Il Partito liberale di Bolsonaro ha conquistato la maggioranza relativa nei due rami del Parlamento e, insieme agli altri gruppi conservatori, potrebbe arrivare a controllare la maggioranza assoluta di Camera e Senato. Resteranno quindi decisivi i parlamentari del centrão, non schierati stabilmente con i due poli, mentre Lula ha assicurato di voler collaborare con il Parlamento scelto dagli elettori per portare avanti le riforme.
La svolta elettorale di Lula
La vittoria contro Flavio Bolsonaro è stata definita da Lula «storica», perché ha ribaltato il risultato del primo turno. Il nuovo presidente ha attribuito una parte rilevante della contesa alle interferenze delle piattaforme digitali e ha ringraziato gli elettori che gli hanno consentito di tornare alla guida del Brasile.
Flavio Bolsonaro, laureato in diritto e abilitato all’esercizio della professione forense, era entrato nella politica elettiva nel 2003 come deputato dell’Assemblea legislativa di Rio de Janeiro. Dopo quattro rielezioni aveva raggiunto il Senato nel 2018; nel corso degli anni ha svolto anche attività nel settore imprenditoriale.
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