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Attualità 4 min di lettura4 ore fa

Economia sociale, 428mila organizzazioni: la sfida del Festival

A Firenze il confronto su crescita, salute, territori e cooperazione ha messo al centro un modello economico orientato al bene comune.

Oltre 428.000 organizzazioni, più di 1,8 milioni di lavoratori e 4,6 milioni di volontari: sono le dimensioni dell’economia sociale italiana ricordate durante l’ottava edizione del Festival Nazionale di Economia Civile, in corso a Firenze. Numeri che, secondo la viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci, descrivono un settore ormai strutturale e non marginale.

Il tema è stato affrontato insieme a quello della felicità, della sanità pubblica e della sostenibilità. La seconda giornata della manifestazione ha riunito amministratori, rappresentanti delle istituzioni europee, esponenti del mondo cooperativo e responsabili del settore sanitario.


La ricchezza non è una partita a somma

Ad aprire i lavori sono stati la sindaca Sara Funaro e Leonardo Becchetti, direttore del Festival, nella Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Sullo sfondo degli affreschi di Giorgio Vasari, il confronto ha sviluppato il tema scelto per questa edizione: “EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce”.

Becchetti ha messo in discussione l’idea secondo cui il vantaggio di una persona debba coincidere con la perdita di un’altra. «La trappola è pensare la vita come un gioco a somma zero», ha spiegato, sostenendo invece la necessità di costruire rapporti fondati sulla cooperazione. A suo giudizio, il passaggio dalla centralità del Pil alla ricerca della felicità richiede soprattutto intelligenza relazionale e capacità di lavorare insieme.

Funaro ha collegato questi principi alle responsabilità degli amministratori locali. Le politiche pubbliche, ha osservato, non dovrebbero essere orientate soltanto alla ricerca del consenso, ma calibrate sulle diverse necessità delle comunità. La sindaca ha inoltre annunciato il progetto di riunire 100 sindaci italiani e del Mediterraneo per elaborare strategie comuni sulla sostenibilità ambientale.


Sanità, prevenzione e coesione sociale

Nel corso della giornata è stato anticipato anche un quadro sintetico del Rapporto nazionale sul Razionamento Sanitario 2026 e dei nuovi approfondimenti regionali. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito che universalità, uguaglianza ed equità devono tradursi nella possibilità concreta di ricevere cure adeguate, senza differenze legate al reddito o al luogo di residenza.

L’aumento delle risorse, ha spiegato Schillaci, non elimina le difficoltà legate all’invecchiamento della popolazione, alla non autosufficienza, alla carenza di alcune professionalità e agli squilibri territoriali. La sanità universalistica, ha aggiunto, svolge anche una funzione sociale perché tutela le persone più fragili, limita le disuguaglianze e rafforza la coesione delle comunità.

Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, ha indicato nella prevenzione e nella gestione della salute fuori dagli ospedali due direttrici fondamentali. Ha inoltre sottolineato che il sistema ha bisogno non soltanto di medici, ma anche di infermieri e delle numerose altre figure che operano nel comparto sanitario.

Marco Marcocci, vicepresidente nazionale di Confcooperative con delega al welfare, ha invece richiamato l’importanza di coordinare una rete composta da soggetti diversi e complementari. Una maggiore integrazione, ha sostenuto, potrebbe contribuire anche a evitare un impiego inefficiente delle risorse disponibili.

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L’Europa guarda alle aree interne

Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme, ha concentrato il proprio intervento sul futuro dei territori rurali e delle aree interne. Il rafforzamento di queste zone, ha spiegato, dovrà essere parte del processo di crescita europea e delle prossime scelte legate alla programmazione nazionale e regionale.

Fitto ha annunciato che la Commissione presenterà a gennaio una strategia dedicata alle aree interne e al diritto di restare nei luoghi d’origine. Il progetto sarà rivolto in particolare alle nuove generazioni e dovrebbe diventare uno degli strumenti di riferimento per il prossimo bilancio e per il nuovo piano nazionale e regionale di partenariato.

A margine degli incontri, Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse-BCC, ha definito la cooperazione territoriale una componente decisiva dell’economia sociale. Il modello, ha detto a Firenze Tv, deve puntare a produrre valore, ricchezza e risparmio, trasformando il confronto sulle idee in risultati concreti per l’economia reale.


Il ruolo silenzioso della cooperazione

Un altro incontro ha esplorato il contributo di associazioni, cooperative, realtà sportive e culturali. La sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano ha descritto queste esperienze come una presenza capillare nella società e ha richiamato i principi della dignità della persona, della cura del bene comune e della pace.

Secondo Albano, la valutazione dell’impatto economico e sociale, la progettazione responsabile e la condivisione dei percorsi sono strumenti indispensabili per dare solidità all’economia sociale. Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, ha indicato invece nella centralità delle persone e nelle riserve destinate alle generazioni future due elementi distintivi dell’esperienza cooperativa.

Gardini ha citato diversi ambiti di intervento: agricoltura, credito, lavoro e servizi sociali, con un’attenzione particolare alle zone marginali. Bellucci ha concluso il confronto evidenziando l’obiettivo del governo di rendere l’economia sociale una componente stabile del modello di sviluppo nazionale.

La serata precedente si era chiusa con l’interpretazione di Lella Costa nello spettacolo “Madri della Repubblica”, curato dalla Fondazione MUS.E per celebrare gli 80 anni dell’Assemblea Costituente. Il Festival nasce da un’idea di Federcasse, è promosso con Confcooperative e progettato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco e Federaz.

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