Ecobonus, la soglia può salire: cosa cambia per case e scuole
Maurizio Leo valuta un aumento della detrazione per gli interventi energetici, usando la flessibilità europea e distinguendo tra immobili privati e patrimonio pubblico.
Il ritorno di un’agevolazione al 65% per migliorare l’efficienza delle abitazioni torna tra le ipotesi del governo. L’eventuale aumento riguarderebbe lavori come cappotti termici e impianti solari, mentre per gli edifici pubblici si studia un percorso distinto, con priorità a scuole e strutture sanitarie.
La detrazione può superare il 50%
A riaprire concretamente il dossier è stato Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, durante un confronto con la giunta esecutiva di Confartigianato. Secondo Leo, sugli interventi per ridurre i consumi energetici esisterebbero margini più ampi rispetto ad altri capitoli di spesa, grazie alla clausola europea dedicata all’energia.
Oggi la detrazione è fissata al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case. Senza una modifica normativa, dal 2027 le aliquote scenderebbero rispettivamente al 36% e al 30%. L’ipotesi allo studio punta quindi a innalzare il beneficio almeno per alcune opere di riqualificazione, invece di lasciare che il sistema proceda verso la riduzione già prevista.
Il tesoretto europeo da 14 miliardi
La copertura dell’intervento potrebbe arrivare dalla maggiore flessibilità concessa dall’Unione europea sul fronte energetico. Leo ha spiegato che l’autorizzazione riguarda una tolleranza complessiva di 14 miliardi, distribuita in 7 miliardi per il 2027 e altrettanti per il 2028.
Il via libera europeo, tuttavia, non equivale ancora a una misura pronta. Restano da selezionare gli strumenti da finanziare e da definire le modalità operative, compresa la quota da destinare agli incentivi per le abitazioni e quella eventualmente riservata agli edifici pubblici.
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Privati e pubblico su binari diversi
Per i proprietari privati l’idea è di riconoscere un sostegno più elevato del 50% a interventi mirati, tra cui l’isolamento termico degli edifici e l’installazione di pannelli solari. La percentuale definitiva e il perimetro dei lavori agevolabili non sono ancora stati stabiliti.
Per il patrimonio pubblico, invece, Leo ha indicato una possibile strategia separata. Gli interventi potrebbero concentrarsi su scuole e strutture sanitarie, con programmi di efficientamento pensati per immobili che svolgono funzioni essenziali e che hanno esigenze diverse rispetto alle abitazioni private.
Il vincolo lasciato dal Superbonus
La futura misura dovrà fare i conti con l’esperienza del Superbonus al 110%, considerato dalla maggioranza un peso rilevante per i conti pubblici. Proprio per evitare nuovi squilibri, Leo ha avvertito: «Non possiamo mettere percentuali prestabilite».
Il viceministro ha aggiunto che sarà necessario impedire il ripetersi delle distorsioni emerse in passato. L’obiettivo dichiarato è dunque rafforzare gli incentivi per il risparmio energetico senza replicare un sistema dai costi fuori controllo.
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