Due iniezioni e Christa Pike è viva: il Tennessee congela le esecuzioni
La condannata è ricoverata in condizioni critiche dopo il fallimento della procedura; il governatore Bill Lee ha fermato gli altri appuntamenti dell’anno.
Christa Pike è ancora viva dopo che la somministrazione di due dosi di pentobarbital non ha portato alla sua morte. La cinquantenne, detenuta nel braccio della morte del Tennessee, è stata trasferita in ospedale e riceve trattamenti salvavita; intanto le autorità dello Stato hanno bloccato le altre esecuzioni previste nel 2025 per verificare il funzionamento dei protocolli.
Il suo avvocato Randy Spivey ha riferito che le condizioni restano molto gravi e che le informazioni disponibili sulla prognosi sono ancora limitate. «Non sappiamo quale sarà l’evoluzione, ma per ora è viva», ha dichiarato ai giornalisti. I legali hanno inoltre chiesto che la condanna capitale venga trasformata in ergastolo.
Il fallimento della procedura riapre il caso
L’esecuzione si è svolta mercoledì, dopo una lunga disputa giudiziaria conclusa con il via libera della Corte Suprema degli Stati Uniti. Secondo la ricostruzione degli avvocati, il personale incaricato avrebbe impiegato circa un’ora per trovare un accesso venoso adeguato, utilizzando almeno sette aghi sul braccio sinistro della detenuta.
Dopo la seconda somministrazione, i testimoni avrebbero visto Pike ancora respirare. Le tende davanti alla camera sono state chiuse più volte, impedendo di seguire con chiarezza i passaggi successivi e lasciando incerto il momento in cui sarebbero iniziati i soccorsi. Spivey ha descritto una situazione confusa, sostenendo che nessuno tra gli osservatori sapesse cosa stesse accadendo oltre la barriera.
La richiesta di grazia torna sul tavolo
Il governatore del Tennessee Bill Lee aveva respinto la domanda di clemenza presentata prima dell’esecuzione. Dopo il trasferimento in ospedale, tuttavia, il suo avvocato ha rinnovato l’appello affinché la pena venga commutata; un secondo difensore, Stephen Ferrell, ha spiegato che il collegio sta esaminando anche ulteriori iniziative giudiziarie.
I legali intendono attendere che Pike recuperi abbastanza da poter esprimere personalmente la propria volontà. Anche Volker Turk, alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha chiesto al Tennessee di non procedere con altri tentativi, definendo intollerabile l’aggravarsi della sofferenza fisica e psicologica.
Un delitto commesso nel 1995
Pike aveva 18 anni quando, insieme al fidanzato Tadaryl Shipp, partecipò all’aggressione contro Colleen Slemmer, che aveva 19 anni. La giovane fu picchiata e torturata prima di essere uccisa; il procedimento penale attribuì a Pike la responsabilità di averle fratturato il cranio con un frammento di asfalto.
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La condanna a morte risale al 1996, mentre Shipp, che all’epoca aveva 17 anni, ricevette l’ergastolo. La difesa ha sostenuto che nel processo non fossero state adeguatamente considerate le violenze e gli abusi subiti da Pike durante l’infanzia. Un tribunale federale aveva temporaneamente sospeso l’esecuzione proprio sulla base di questi elementi, ma la decisione era stata poi superata dalla Corte Suprema.
Il precedente di Tony Carruthers
Il caso di Pike arriva dopo un altro incidente avvenuto in Tennessee. A maggio gli addetti non erano riusciti a individuare una vena per somministrare il farmaco a Tony Carruthers, detenuto afroamericano di 57 anni: dopo circa un’ora e mezza, la procedura era stata interrotta senza iniettare il medicinale.
Pike, che un mese prima aveva indicato la forca come alternativa preferibile, avrebbe invece ricevuto entrambe le dosi previste dal protocollo. Durante la procedura avrebbe continuato a respirare, sbattuto le palpebre e lamentato un forte bruciore al braccio parlando con il consigliere spirituale.
Le polemiche sul pentobarbital
Il Tennessee utilizza il pentobarbital come unico farmaco, dopo che il precedente composto di tre sostanze è diventato più difficile da reperire a causa delle restrizioni alle esportazioni imposte dall’Unione europea e dal Regno Unito. L’efficacia del barbiturico e la sua capacità di garantire una morte priva di dolore sono contestate da anni.
Lo Stato ha reintrodotto questo metodo l’anno scorso. La normativa consente inoltre ai detenuti condannati prima del 1999 di scegliere la sedia elettrica: dal 2018 questa opzione è stata selezionata in cinque casi. Il blocco deciso da Lee riguarda ora le altre esecuzioni previste nell’anno, mentre i sostenitori della pena capitale, tra cui John Yoo, hanno invocato persino il plotone d’esecuzione come alternativa.
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